Giuseppe Liberatore, Presidente AICIG al convegno DOP ed IGP (Video)

Giuseppe Liberatore, Presidente AICIG al convegno DOP ed IGP  (Video)

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Roma, Sede MIPAAF, mercoledì 4 marzo 2015
Intervista a Giuseppe Liberatore, Presidente AICIG,  di Giuseppe Danielli, Direttore Newsfood.com

L’Aceto Balsamico di Modena contro la contraffazione di DOP e IGP: Politiche e strategie di tutela
DIFENDERE IL CONSUMATORE DA “IMITAZIONE, EVOCAZIONE, INGANNO”

Presentati stamani al MIPAAF i dati economici del comparto con una crescita a due cifre + 12%
I risultati dell’indagine sull’Aceto Balsamico di Modena IGP condotta da Nomisma evidenza che il prodotto è conosciuto ed apprezzato dal 97% degli  italiani  e dal 70% di francesi e tedeschi
L’obiettivo dell’indagine Nomisma, presentata da Silvia Zucconi, coordinatore dell’area agroalimentare, ha riguardato la misurazione del livello di notorietà e conoscenze sull’Aceto Balsamico di Modena IGP nel consumatore dei tre paesi oggetto di studio – Italia, Francia e Germania, indagando su tre ambiti: la valenza evocativa del termine “balsamico”, la conoscenza dell’origine territoriale e le abitudini di consumo dell’Aceto Balsamico di Modena IGP. Le risposte arrivate con l’indagine Nomisma (3900 interviste realizzate sui consumatori dei tre paesi) non lasciano spazio a dubbi: l’Aceto Balsamico è un prodotto noto e inconfondibile, non solo in Italia ma anche in Germania e Francia.

Il 97% degli italiani conosce l’Aceto balsamico di Modena IGP, ma l’awareness riguarda anche i tedeschi e francesi dove la percentuale supera l’80%. Si tratta di un prodotto che ha conquistato le tavole di molti italiani l’83% dei quali consuma costantemente questo prodotto; mentre la penetrazione dei mercati in Francia e Germania, si attesta tra il 60 e il 70%. Questa elevata conoscenza allarga enormemente la portata evocativa della parola tanto che dall’indagine risulta che il termine balsamico, in Italia, chiama alla mente di 9 consumatori su 10 proprio l’Aceto Balsamico di Modena IGP e le sue caratteristiche organolettiche e metodi di produzione tipici. Sorprendentemente molto elevata è anche l’associazione negli altri due paesi dove la percentuale arriva fino al 70%.

Dal punto di vista del consumo del prodotto l’indagine attesta che in Italia il 54% dei consumatori  riconduce il termine balsamico a prodotti che vengono realizzati nel territorio di Modena e un altro 21% all’Emilia Romagna, in Germania l’86% e in Francia il 61% dei consumatori attribuisce l’origine italiana al prodotto denominato balsamico. Sul fronte nazionale, l’83% delle famiglie italiane ha consumato l’Aceto almeno una volta nel 2014; il consumo riguarda 2 famiglie su 3 sia in Francia che in Germania, ma ci sono anche consumatori affezionati tanto che il 44% dei consumatori italiani lo usano almeno 2/3 volte a settimana, come il 35% dei francesi e il 24 % dei tedeschi.
L’Aceto Balsamico di Modena è un prodotto che ha conquistato le tavole di molti italiani, ma anche di tantissimi francesi e tedeschi entrando così di diritto a far parte dei prodotti ambasciatori del Made in Italy nel mondo.

Sulla questione dell’evocatività, che per il settore delle DOP e IGP si presenta aperta su più fronti, si è poi espresso il Presidente dell’AICIG Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche, Giuseppe Liberatore:“Imitazione ed evocazione delle denominazioni registrate sono due facce della stessa medaglia – ha spiegato –  in entrambi i casi, siamo in presenza di pratiche commerciali sleali che, oltre a tradursi non di rado in violazioni alle norme in materia di tutela della proprietà intellettuale, perpetrano una sistematica opera di banalizzazione dei marchi e di svalorizzazione della reputazione e delle peculiarità qualitative dei prodotti a Indicazione Geografica, facendo leva sulla scarsa informazione fornita al consumatore finale. Appare dunque essenziale – prosegue – predisporre, parallelamente ad opportune iniziative di sensibilizzazione rivolte ai mercati al consumo, politiche e strategie idonee a rafforzare la tutela delle Dop-Igp in ambito nazionale ed internazionale, non trascurando altresì le problematiche presenti in modo crescente sui mercati virtuali. Incontri come quello odierno  organizzato dal Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena – aggiunge –  sono occasioni fondamentali per individuare le principali criticità riscontrate nel proteggere le denominazioni e per predisporre azioni coordinate di sistema e strumenti operativi capaci di contrastare con efficacia le distorsioni messe in atto da soggetti che mirano unicamente a sfruttare il buon nome dei prodotti di qualità certificata. In tale ambito i Consorzi di tutela, se adeguatamente supportati – conclude il Presidente di AICIG –  possono svolgere un ruolo fondamentale nell’attività di salvaguardia dell’immagine delle IG.” Mauro Rosati, Direttore Generale Fondazione Qualivita è intervenuto sul ruolo delle DOP e IGP in Italia e nel panorama europeo, Emilio Gatto, Mipaaf  su “Politiche di tutela: sostegno e coordinamento, Giorgio Bocedi dello studio Legale GB Avvocati su “Imitazione, evocazione, inganno: differenze e analogie”, Stefano Vaccari, ICQRF su “Tutela nazionale e transnazionale sui mercati reali e virtuali”.

 

Redazione Newsfood.com

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