Giuseppe Pulina, Presidente Aspa, risponde a Carlo Petrini sugli allevamenti “lager”

Giuseppe Pulina, Presidente Aspa, risponde a Carlo Petrini sugli allevamenti “lager”

16 marzo 2012
Giuseppe Pulina,  presidente dell’Associazione per la Scienza e le Produzioni Animali:
“Sono decenni che il comparto zootecnico adotta soluzioni sempre più appropriate per garantire il benessere animale.
Il gastronomo non tiene in considerazione l’enorme attenzione che gli allevatori pongono alla qualità della vita degli animali in allevamento.
Parola di Giuseppe Pulina.

Il 14 marzo, Repubblica ha pubblicato un articolo a firma di Carlo Petrini, dal titolo: “Restituiamo felicità alla fattoria degli animali”. Nell’articolo, l’autore affronta il tema degli allevamenti intensivi e del benessere animale, affermando che “Pochi di noi hanno accesso a prodotti ottenuti da animali allevati in condizioni di benessere, o almeno è molto difficile averne la certezza”. Parole che hanno fatto infuriare il presidente dell’Associazione per la Scienza e le Produzioni Animali (Aspa), Giuseppe Pulina.

Professor Pulina, perché non è d’accordo con quanto sostiene Petrini?
Non si tratta di un fatto personale. Siamo molto sorpresi, noi dell’ASPA, che Petrini abbia fatto certe affermazioni, poiché molti prodotti Slow Food sono di origine animale. E basta esaminare alcuni dati, per scoprire che le accuse del gastronomo sono false e infondate.

Non è vero, dunque, che il settore ottiene “prodotti da animali allevati in condizioni drammatiche”?
E’ assolutamente falso. Gli allevatori italiani pongono un’enorme attenzione in tema di rispetto del benessere animale e della qualità della vita degli animali in allevamento. Anche perché se gli animali stanno male, non producono, quindi i primi a rimetterci sarebbero proprio gli allevatori. Proprio per questa ragione, sono oramai decenni che la ricerca e il comparto zootecnico studiano e, soprattutto, adottano soluzioni sempre più appropriate per garantire i diritti degli animali.

Diritti che gli allevatori sono tenuti a rispettare per legge…
Esattamente, questi diritti sono sanciti dalla Comunità europea.

Quali sono questi diritti?
Le normative dell’Unione stabiliscono che agli animali siano garantiti i diritti di libertà dalla fame, dalla sete e dalla malnutrizione; libertà dalla costrizione di vivere in ambiente disagevole; libertà dal dolore, dalle lesioni, dalle malattie; libertà di esprimere un comportamento normale; libertà dalla paura. Se ci sono ancora delle situazioni al limite queste vanno ricondotte nella legalità. E’ assurdo e non corretto, dunque, generalizzare e colpevolizzare l’intero settore.

Un altro punto che non le è andato giù dell’articolo è che l’autore parla di presunti effetti negativi sulla salute legati ad una dieta ricca di carne…
Non sono d’accordo perché non è mai stato provato a livello scientifico che ci sia una relazione fra consumo di proteine di origine animale e obesità, malattie cardiovascolari e cancro. Queste patologie si riscontrano in individui che mangiano troppo e male e non fanno attività fisica. E’ superficiale “accusare” un tipo di cibo, si tratta di malattie legate a molte più variabili (stile di vita, etc).

Intervista al Prof. Giuseppe Pulina
Redazione Newsfood.com

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