Gli adolescenti americani sono in grado di comprendere le informazioni contenute sulle etichette dei prodotti alimentari e, quindi, di utilizzarle per scegliere cibi più salutari,
questo, però, solo dopo aver seguito delle lezioni di educazione alimentare sul tema. In particolare, anche i ragazzi più giovani in questa fascia di età (11-14 anni)
riescono già a capire come interpretare le informazioni nutrizionali delle etichette alimentari e come utilizzarle per fare paragoni tra i diversi alimenti.

Ancora da chiarire rimane se l’utilizzo di queste informazioni sulle etichette degli alimenti possa effettivamente portare i giovani a scegliere alimenti più salutari.

Queste sono le principali conclusioni di uno studio durato sei mesi e condotto nel 2005 da un ricercatore del Children’s Nutrition Research Center (CNRC) di Houston, Texas. Il lavoro è
stato condotto su 34 studenti volontari della provincia di Houston, di età compresa tra gli 11 e i 14 anni. Ai volontari sono state fornite le informazioni base sull’uso delle etichette
nutrizionali e sono stati interrogati successivamente sulle dimensioni di queste etichette e sui nutrienti contenuti nei diversi alimenti. Gli alimenti che sono stati utilizzati nello studio
comprendevano i biscotti, gli yogurt, la pizza e le patatine; tutti prodotti con cui gli adolescenti hanno una certa familiarità.

In particolare, per quanto riguarda le patatine, i partecipanti sono stati interrogati sulle dimensioni di una porzione delle comuni patatine commerciali paragonandole a quelle delle patatine a
basso contenuto di grassi e a quelle cotte al forno, dello stesso produttore. Sono stati poi aiutati a confrontare i grassi per porzione riportati sulle confezioni di ciascun pacchetto di
patatine.

Lo studio si è riproposto di valutare se la maggiore comprensione delle informazioni in etichetta, attraverso sedute educative, può anche essere un aiuto per i giovani e per la
loro salute.

**La comprensione e l’utilizzo di tutte le informazioni contenute in etichetta sta alla base della scelta di alimenti più salutari. Infatti, spesso i consumatori vengono tratti in
inganno dalle cosiddette claim, ossia quelle frasi contenute in etichetta che vantano delle qualità di un certo prodotto e che purtroppo non hanno ancora una regolamentazione ben
precisa; d’altra parte, negli Stati Uniti è molto problematico capire a quale dimensione di porzione si riferiscono le informazioni nutrizionali. In Europa, al contrario, il riferimento
è di solito a 100 g e diventa quindi ancora più difficile capire come rapportare i dati a quanto si mangia realmente. L’insegnamento, fin dalla giovane età, della lettura
attenta delle informazioni sulle etichette degli alimenti è sicuramente uno degli strumenti più efficaci per portare i consumatori verso una alimentazione più salutare.
L’industria alimentare sta prendendo, almeno in parte, iniziative più avanzate in questo campo.