Gli impegni dell'industria alimentare per un corretto stile di vita

In occasione della firma del Protocollo d’Intesa, nell’ambito del Piano del Governo “Guadagnare Salute”, avvenuta a Palazzo Chigi, alla presenza del Presidente del Consiglio Romano Prodi e dei
Ministri competenti, tra cui il Ministro della Salute Livia Turco, il Presidente di Federalimentare Gian Domenico Auricchio, ha presentato gli impegni che l’industria alimentare intende
assumere: “Lo facciamo oggi senza attendere i 60 giorni previsti dal protocollo, con l’auspicio che anche gli altri soggetti firmatari assumano tempestivamente impegni altrettanto concreti. Se
infatti è vero che il diffondersi dell’obesità, soprattutto tra le giovani generazioni, è frutto di una molteplicità di fattori, è altrettanto vero che solo
un’azione concreta di tutti i soggetti coinvolti può produrre risultati effettivi. Al Governo in particolare chiediamo una azione straordinaria per incrementare, soprattutto tra i
giovani, l’attività motoria, elemento determinante, insieme ad una corretta alimentazione, nella modifica degli stili di vita scorretti”.

“Vogliamo in questa occasione ribadire, prosegue Auricchio, che lo stile alimentare italiano, diretto erede della celebre dieta mediterranea, rimane, come riconosciuto nella letteratura
scientifica, il migliore modello alimentare oggi noto e la migliore risposta – quella che noi vogliamo indicare come “la via italiana” – al problema dell’obesità nel nostro Paese”.
Solo per fare alcuni esempi in relazione a quanto avviene in Europa:

– dagli anni Sessanta a oggi l’intake calorico medio è passato da 2600 kcal al giorno alle attuali 2200/2300 kcal;
– l’Italia è il secondo Paese in Europa per consumo di frutta e verdura (anche grazie allo sviluppo della “quarta gamma” industriale): con oltre 350 kg annui procapite si piazza dietro
alla Grecia (leader con 481 kg), mentre è seguita da Spagna (342 kg) e Francia (298 kg);
– siamo al primo posto in Europa per il consumo medio annuo di cereali e derivati (con 122 kg. contro una media europea di circa 89 kg), oltre naturalmente alla pasta (con 28 Kg.);
– negli ultimi venti anni è quasi raddoppiato il consumo medio annuo di pesce (dai 12 kg degli anni -80 ai 21kg di oggi);
– siamo tra gli ultimi posti per il consumo pro-capite di : a) bevande analcoliche (60 litri pro capite l’anno contro, gli oltre 200 litri della Gran Bretagna); b) dolci (suoi 25,5 chilogrammi
a testa contro i 58,5 kg, del Regno Unito o i 41,4 kg di Danimarca e i 39,2 kg della Finlandia); c) carne (90 kg procapite annui, rispetto ai 124 kg della Spagna, ai 107 kg della Francia e ai
97,6 kg dell’Austria);
– negli ultimi trenta anni il consumo di alcol è crollato in Italia dai quasi 16 litri di alcol puro pro capite agli attuali 6.9 litri;
– in molti prodotti simbolo del Made in Italy nel mondo, nonostante la rigidità dei rispettivi disciplinari si sono registrate sostanziali modifiche: basti pensare che in 15 anni la
quantità di sale nel prosciutto crudo è diminuita del 15%, mentre il prosciutto cotto, solo per fare un esempio, ha visto dimezzare la quantità di calorie fornite, per 100
grammi di prodotto, passando da circa 400 a poco più di 200. Allo stesso modo la pancetta scende da 650 calorie a meno di 350 e il salame Milano da 450 a circa 330.

Come pubblicamente riconosciuto dal Ministro della Salute Livia Turco, in occasione dell’Assemblea pubblica di Federalimentare dello scorso 13 aprile, si tratta di impegni che dimostrano,
ancora una volta, la grande responsabilità con cui l’industria alimentare guarda al cittadino, nella convinzione della necessità che innanzitutto gli individui debbano essere
messi in grado di disporre delle conoscenze e degli strumenti necessari per fare delle scelte informate e consapevoli riguardo alla propria alimentazione e ad una attività fisica
adeguata alle proprie esigenze.

Gli impegni assunti oggi dall’Industria Alimentare, sintetizzati dal Presidente Auricchio:

– Promuovere l’adozione, sulle confezioni di tutti i prodotti destinati ai consumatori finali, della etichettatura nutrizionale in formato tabellare, con caratteri leggibili e contenente i 4
elementi (energie, proteine, grassi e carboidrati).
– Promuovere l’adozione di indicazioni aggiuntive quali ad esempio il contributo che una porzione di prodotto fornisce all’assunzione giornaliera di energia, espressa in valore assoluto (kcal),
e/o in percentuale rispetto a una Quantità Giornaliera Indicativa (GDA).
– Promuovere la riduzione del contenuto di acidi grassi trans nei prodotti al di sotto dell’1% dell’energia totale (coma da raccomandazioni OMS)
– Rinunciare alla commercializzazione diretta di merendine e bevande analcoliche nelle vending machines presso le scuole elementari e medie come atto di responsabilizzazione nei confronti dei
genitori, che possono così condividere fino in fondo con i figli le scelte alimentari compiute anche a scuola fuori dal loro controllo.
– Sostenere l’impegno del Governo per trovare soluzioni al problema dell’abuso di alcool e dei suoi effetti, soprattutto in riferimento al problema dei giovani e degli incidenti stradali.
– Organizzare, insieme alla grande distribuzione, il “Mese del consumatore informato”, una campagna di informazione che prevede: la distribuzione presso i punti vendita di materiale volto a
facilitare la lettura, comprensione ed utilizzazione delle etichette nutrizionali; la creazione di un sito web informativo; la collaborazione con l’Agenzia Area allo scopo di informare i
consumatori attraverso una rete di emittenti radiofoniche dislocate sul territorio nazionale.

www.federalimentare.it

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