Le analisi del laboratorio mobile della Goletta Verde di Legambiente confermano una situazione di chiaroscuro per il mare del Friuli Venezia Giulia. Questo è quanto risulta dai dodici
prelievi effettuati dalla campagna di informazione sulla salute del mare e delle coste italiane, realizzata con il contributo di Vodafone Italia e Italgest. Tra i parametri presi in
considerazione dall’equipaggio tecnico di Legambiente: i coliformi fecali e gli enterococchi intestinali, i cui limiti sono fissati dalla normativa italiana (Dpr 470/82), oltre che gli
escherichia coli, batteri che vivono esclusivamente nell’intestino umano, già previsti dalla direttiva europea sulle acque di balneazione che l’Italia dovrà recepire entro il
2008.
Ai tratti di mare ancora incontaminati della costa del Friuli Venezia Giulia, si alternano risultati meno tranquillizzanti. Il mare soffre maggiormente a Monfalcone, dove i tecnici del
laboratorio hanno rilevato un dato di molto superiore ai limiti di legge.
Fuori dai parametri anche Duino Aurisina – in località Baia Sistiana – e le foci dei fiumi Isonzo e Tagliamento, che sono risultati lievemente inquinati, come anche Lignano. Situazione
più tranquilla a Muggia, Trieste e Grado. Ma l’istantanea scattata dalla campagna di monitoraggio di Legambiente disegna una quadro regionale dello stato delle acque di balneazione che
non può tranquillizzare. Per questo Legambiente, che con Goletta Verde realizza prelievi puntuali, chiede all’Arpa di approfondire la situazione e di ripetere i prelievi nei punti
critici. Inoltre occorre specificare che i due prelievi riguardanti i fiumi non sono significativi ai fini della balneabilità, essendo quest’ultima vietata proprio alle foci dei corsi
d’acqua. Quello che interessa è invece sottolineare come i fiumi in Italia continuino ad essere un problema costante per il mare, arrivando quasi ad annullare gli sforzi fatti dalle
amministrazioni costiere, che devono farsi carico dell’inquinamento che arriva anche dall’interno.
I risultati sono stati presentati questa mattina nel corso di una conferenza stampa presso Porto di Marina Lepanto, a Monfalcone.
All’incontro hanno partecipato: Massimo Becchi, portavoce di Goletta Verde; Michele Tonzar, presidente di Legambiente Monfalcone; i rappresentanti del Comune di Monfalcone e dell’Arpa.
“La situazione relativa a Monfalcone – dichiara Michele Tonzar – deve costituire un campanello d’allarme che richiede un’attenzione particolare, considerato che si ripropone per il secondo anno
consecutivo, nonostante i notevoli interventi strutturali realizzati negli ultimi anni sulla rete fognaria della città. Forse la ragione – continua Tonzar – va anche ricercata
nell’inquinamento rilevato alla foce dell’Isonzo, che veicola scarichi inquinanti raccolti nell’ultimo tratto del suo percorso, prima di giungere alla foce”.
“La qualità delle acque di balneazione di questa regione – dichiara Massimo Becchi – testimonia un quadro chimico-fisico e microbiologico che si va sempre di più consolidando
negli anni, con luoghi di eccellenza e situazione critiche, nelle quali i bagnanti sono costretti in un contesto sanitario potenzialmente rischioso. Certamente non va sottovalutato l’apporto di
inquinanti dei due fiumi, che ormai, come in molti contesti italiani, si rilevano più un problema che non un’opportunità di sviluppo, scaricando i loro effetti soprattutto sui
comuni ‘terminali’ del loro percorso. È necessario, quindi, ragionare in termini di bacino, in particolar modo quando si vuole affrontare il problema dell’inquinamento e della portata
idrica dei fiumi stessi”.
Decisamente migliore la situazione delle acque istriane. La Goletta Verde ha fatto tappa nella località di Rovigno, dove per il sesto anno consecutivo Legambiente ha incontrato Zelena
Istra – associazione ambientalista croata – per analizzare insieme la qualità delle acque, e promuovere il ritorno del Mediterraneo a ciò che era una volta, come suggerisce anche
lo slogan turistico croato.
Zelena Istra, insieme a Legambiente, partecipa dal 2003 all’Adriatic Greenet, network internazionale per la tutela ambientale dell’alto Adriatico, che fa della difesa di questo “mare chiuso” un
punto focale del proprio programma di lavoro. La Croazia è un paese che è riuscito a mantenere la propria naturale bellezza, sebbene non sia esente da alcuni processi di sviluppo
non sostenibile, che Zelena Istra già da anni combatte.

PROVINCIA LOCALITÀ PUNTO DI PRELIEVO GIUDIZIO
UD Lignano Riviera Camping Pino Mare *
UD Lignano Sabbiadoro Terrazza a mare **
TS Muggia San Rocco Litoranea Flavia per Punta Sottile al Km 4 *
TS Muggia Punta Sottile Piattaforma zona colonie *
TS Trieste Barcola Bar California In *
TS Trieste Grignano Tra primo e secondo bagno *
TS Duino Aurisina Baia Sistiana Sotto scogliera di fronte al depuratore **
GO Monfalcone Marina Julia Di fronte piazzetta principale Marina Julia ***
GO Grado Tenuta Primero *
GO Grado Città Giardino – Spiaggia Libera *

Le Foci:
UD Foce Tagliamento **
GO Foce Isonzo **

LEGENDA
* NON INQUINATO = tutti i parametri DPR 470/82 entro i limiti e Escherichia Coli compreso tra 250 e 500 ufc/100 ml
** LEGGERMENTE INQUINATO = almeno 1 parametro DPR 470/82 fuori dai limiti e/o Escherichia Coli > di 500 ufc/100 ml
*** INQUINATO = 1 o più parametri DPR 470/82 oltre 5 volte superiore rispetto al limite e/o Escherichia Coli >di 500 ufc/100 ml
**** FORTEMENTE INQUINATO = 1o più parametri DPR 470/82almeno 10 volte superiori ai limiti e/o Escherichia Coli > 500 ufc/100 ml.

Limiti Dpr 470/82
Coliformi fecali: 100 Unità Formanti Colonia in 100 millilitri (100 Ufc/100 ml)
Streptococchi fecali alias Enterococchi intestinali: 100 Unità Formanti Colonia in 100 millilitri (100 Ufc/100 ml)
Ossigeno disciolto, % di saturazione : 70-120.

Limiti per Escherichia Coli per la nuova direttiva europea sulle acque di balneazione 2006/7/100*
Parametri Qualità eccellente Qualità buona
Escherichia Coli 250 UFC/100 ml 500 UFC /100 ml
*=Con valori superiori il giudizio è di acque di scarsa qualità.

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