Google, gli alieni ed il mistero del logo

Google, gli alieni ed il mistero del logo

Il 5 settembre 2009 Google ha presentato uno dei suoi loghi animati. Nello specifico, il portale ha offerto ai visitatori un disco volante UFO che sottraeva con un raggio la sua “o” gialla.

Di norma, quando la home page del motore di ricerca cambia, è per festeggiare un particolare avvenimento è ricorrenza: peccato che questa volta non ci sia niente di simile per
giustificare la presenza del veicolo alieno.

Così, i navigatori di Internet si sono scatenati, creando una quantità d’ipotesi e supposizioni.

Alcuni investigatori del Web hanno analizzato il messaggio lasciato da Google sul proprio account di Twitter (1.12.12 25.15.21.18 15 1.18.5 2.5.12.15.14.7 20,15 21,19) collegandolo al criptico
logo.
Come spiega il quotidiano inglese Telegraph “Se si sostituiscono ai numeri le corrispondenti lettere dell’alfabeto si ottiene “All your O are belong to us” (tutte le vostre o ci appartengono)
quasi a suggerire come i visitatori di altri mondi, dopo quella di Google, si dedicheranno all’ abduction delle “o” di altre parole.

Altri pensatori della rete ritengono che Google ed i suoi ladri extraterrestri siano un omaggio al Festival ufo di Exeter che commemora l’ipotetico rapimento avvenuto nel 1965. Quell’anno il
paese fu teatro di misteriosi avvenimenti, tra testimonianze di strani oggetti volanti e cittadini inseguiti da una strana macchina (extraterrestre?).

Sempre in tema di Ufo, lo strano logo è stato visto come un omaggio alla first lady del Giappone, la signora Miyuki ed al suo libro, “Cose davvero strane che mi sono capitate”. Nel testo
(tra le altre cose) la donna afferma di essere stata rapita dagli alieni.

Infine per altri, è solo un’elaborata bufala in salsa d’alieni, una sorta di versione moderna dell’invasione della Terra da parte dei marziani descritta da Orson Welles.

Comunque sia, il logo, con i suoi Ufo è al centro dell’attenzione: forse, lo scopo di tutto era semplicemente questo.

Matteo Clerici

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