“Il Governo blocca il cibo per 4 milioni di poveri”

“Il Governo blocca il cibo per 4 milioni di poveri”

Lungaggini burocratiche e difetti amministrativi impediscono lo stanziamento dei fondi per gli indigenti: risultato, 4 milioni di italiani poveri fanno la fame.

Questo il grido d’allarme della associazioni no profit, che gettano luce su una situazione drammatica.

Secondo i loro esperti, ci sono 85 milioni di fondi bloccati. I primi 75 milioni provengono dal Fondo di aiuti europei agli indigenti: secondo Giuliano Poletti, Ministro del Welfare, proprio l’Europa è responsabile dei ritardi. Gli altri 10 sono destinati al Ministro dell’Agricoltura, sono stati inseriti nella legge di stabilità di dicembre 2013 con il ministero dell’Agricoltura che si dichiara “Pronto a stanziare per porre fine all’emergenza”.

Qualunque sia il motivo il messaggio delle associazioni è chiaro: “Non abbiamo più niente”. Le scorte sono agli sgoccioli, esaurite da numeri impressionanti: più di 4 milioni di indigenti che ogni giorno chiedono cibo, l’8% della popolazione italiana, la metà di loro residente in regioni come la Calabria, dove i viveri si sono esauriti a maggio.

In cerca di una soluzione, a Roma si è tenuta una tavola rotonda d’urgenza: presenti Croce Rossa. Banco Alimentare, Caritas e Sant’Egidio.

Punto di partenza, le parole di Marco Lucchini: “I tempi della fame e della burocrazia non sono compatibili. Promesse e attese non sfamano famiglie, bambini e anziani”.

Come spiega il direttore della Fondazione Banco Alimentare: “Ci aspettiamo concretezza. Continuiamo a confrontarci con persone che ci dicono di condividere la nostra battaglia, ma queste persone non capiscono che una mamma non ha tempo per dar da mangiare a suo figlio. Non può aspettare. E queste madri, questi figli, noi dobbiamo mandarli indietro a mani vuote”.

Allora, sul banco degli imputati finisce il premier Matteo Renzi: “Nel documento di riforma del terzo settore ha lodato quell’Italia generosa, che tutti i giorni opera silenziosamente per migliorare la qualità della vita delle persone, l’Italia del volontariato, della cooperazione sociale, dell’associazionismo no profit, delle fondazioni e delle imprese sociali. Ma noi ci sentiamo abbandonati, perché alle dichiarazioni non seguono i fatti”.

Ad ulteriore conferma degli errori fatti, la situazione oltreconfine: Francia, Germania, Spagna e Grecia si sono mossi in anticipo, preparando piani e distribuendo compiti ben prima degli stanziamenti di marzo.

In ogni caso, la tavola rotonda di Roma esce l’ennesimo piano di emergenza.

Caritas ed altri enti anticiperanno alle realtà locali i fondi (circa 3 milioni di euro) per coprire l’assistenza. Da parte sua, il Banco Alimentare ha in programma una colletta alimentare straordinaria: nei supermercati di tutta Italia che aderiscono all’iniziativa sarà possibile acquistare e donare alimenti a lunga conservazione, che poi la rete del Banco Alimentare distribuirà alle oltre 8.800 strutture caritative.

Tuttavia, sono misure di corto respiro: come spiega Lucchini, “Con questa iniezione contiamo di andare avanti un mese o due. Speriamo che nel frattempo la situazione si sblocchi”.

Matteo Clerici

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