Gran Bretagna, polmoni di fumatori usati nei trapianti d’organo

Gran Bretagna, polmoni di fumatori usati nei trapianti d’organo

Polmoni di fumatori, ma anche di tossicodipendenti ed obesi, utilizzati nei trapianti.

E’ quello che sta accadendo in Gran Bretagna, dove la scarsità di polmoni sani sta spingendo la sanità pubblica a misure estreme come l’utilizzo di materiale a scarsa
qualità.

Il sistema è venuto alla ribalta in seguito di casi come quello di Lindsey Scott. La Scott, giovane inglese di 28 anni, subisce un trapianto di polmoni in seguito alla sua fibrosi
cistica. Tuttavia, il donatore era un fumatore accanito (30 sigarette al giorno) e l’organismo della giovane ha resistito all’innesto solo 5 mesi. Sconvolti dalla vicenda, i famigliari hanno
fatto presente come la donna non fosse stata informata del fatto; nel caso, avrebbe negato il consenso.

Ma la vicenda-Scott non è per nulla isolata: come spiega il “The Sunday Times” numerose procedure del genere usano organi di soggetti ad alto rischio: amanti delle sigarette ma anche
tossicodipendenti o prostitute (soggetti ad alto rischio HIV) ed obesi cronici.

Sottoposti ad una pioggia di critiche, i dirigenti NHS (il sistema sanitario nazionale) si difende, ricordando come all’origine di tutto vi sia la scarsità di donatori in buona salute,
che obbliga i medici all’azzardo.

Per usare le parole del dottor James Neuberger, direttore medico associato nella sezione Sangue e trapianti: “In un mondo ideale è chiaro che sarebbe meglio avere i polmoni di un
ventenne sano che non ha mai fumato. Ma è un lusso che non possiamo permetterci. Quello che bisogna dire è: meglio un polmone a rischio o nessun polmone?”

FONTE: Sarah-Kate Templeton ,”Transplants use smokers’ lungs” The Sunday Times, 14/11/10

Matteo Clerici

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