Grasparossa biologico Settecani… la Ferrari del Lambrusco BIO!

Grasparossa biologico Settecani… la Ferrari del Lambrusco BIO!

In terra di motori, il nuovo Grasparossa biologico Settecani
d Rita Giani
per Newsfood.com

Sulle verdi colline vitate di Castelvetro (Mo), non è difficile incontrare qualche bolide rosso Ferrari, mentre spingendo sul gas attacca una curva o un rettifilo, per provare sospensioni e freni, siamo a pochissimi chilometri da Maranello del resto, e i collaudatori amano testare su queste impervie stradine e questi impegnativi tornanti le Ferrari nuove fiammanti, che saranno consegnate di lì a poco.

Sono le stesse curve e rettilinei percorsi negli anni ’80 dal Drake, quando insieme a Gilles Villeneuve andava in pausa pranzo al ristorante Pelloni, crocevia di piatti modenesi, buon lambrusco Grasparossa e mondanità.

Un nettare che qui è di casa, e si sposa magnificamente con i cibi opulenti locali, che rappresentano la massima espressione della tavola.

 

Il colore è rosso rubino dagli orli violacei, la spuma è vivace ed evanescente. Al naso è vinoso e profumato di frutti rossi, e prugna, in bocca è secco e asciutto, con un corpo fresco, sapido e armonico. Un territorio punteggiato di cantine virtuose, che investono sempre più frequentemente sul biologico, come Cantina Settecani, che ha presentato in questi giorni il suo nuovo Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOP 7 Bio.

 

Prosegue nel solco del rispetto del territorio e dell’ecosostenibilità la storica cantina modenese, fondata nel 1923, continuando ciò che venne iniziato sei anni fa con un importante lavoro di consapevolezza, condiviso dagli oltre 200 soci.

Una graduale riconversione delle superfici vitate, e una rivisitazione delle metodologie utilizzate, che ha portato l’esclusiva certificazione VIVA, un iter virtuoso dove sono esplorati l’impatto ambientale dei diversi cicli di produzione, l’utilizzo e il riutilizzo dell’acqua, le fonti di energia elettrica, i fornitori confinanti, le loro politiche ambientali, e il rispetto del suolo.

 

Un percorso che ora esprime un ulteriore passo avanti, grazie al raggiungimento della certificazione Biologico. Ma cosa caratterizza il nuovo lambrusco biologico di Cantina Settecani?

 

“L’ ambiente pedoclimatico collinare di Castelvetro è contraddistinto da suoli agricoli in condizioni stazionali ben drenate che sono stati completamente decarbonatati – racconta l’agronomo di Cantina Settecani, Stefano Mattioli – con rilevanti accumuli di argilla fluviale e idrossidi di ferro, che conferiscono il consueto colore rossastro.

 

 

La tessitura è tipicamente media, la reazione varia tra debolmente acida e debolmente alcalina, la disponibilità di ossigeno è moderata, mentre le produzioni di uva sono caratterizzate da profumi intensi e da una ottima maturazione, favorita da temperature notturne, nel periodo estivo più basse, e dalla mancanza di umidita che favorisce la difesa da Botritis (muffa che può contaminare il sapore e la gradevolezza del vino).

Le rese a ettaro, che variano da 100 a 160, fanno si che la qualità dei fenoli zuccheri e acidità siano di una qualità superiore. Un buon vinificatore sa che la qualità di un vino è data dalla qualità dell’uva”.

 

Quali sono i passaggi che un’azienda deve prevedere per produrre biologico?

“Prima la comunicazione alla Regione Emilia Romagna dell’inizio della conversione dei terreni – continua Stefano Mattioli – la conversione, dura tre anni nei quali si produce in maniera bio, ma non si può commercializzare con certificazione bio. La comunicazione, oltre alla Regione va inviata anche agli enti di controllo preposti, che subito si attivano per la prima visita aziendale dando il via alla conversione. I controlli eseguiti dai certificatori, rimangono in calce sui registri, vidimati pagina per pagina, con annotati gli acquisti, le vendite e tutte le operazioni colturali.

 

Vengono inoltre effettuati campioni di foglie e uva e mandati ai laboratori di analisi per effettuare controlli su eventuali residui chimici. Passati i tre anni di conversione, viene rilasciato un certificato di conformità, che viene rinnovato anno per anno per verificare i miglioramenti. Gli enti, vengono a loro volta controllati dalla Regione, che a campione va nelle aziende bio a controllare la bontà del lavoro dei certificatori”.

www.cantinasettecani.it

 

Rita Giani
per Newsfood.com

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