Si è svolta giovedì 22 Marzo, presso l’IX sezione del Tribunale Civile di Roma, la prima udienza della causa intentata dalla Bernabei Liquori contro Coca Cola HBC Italia, per
concorrenza sleale e abuso di dipendenza economica, alla causa ha preso parte inoltre, mediante un «Atto di intervento volontario», Italgrob, Federazione Italiana Grossisti e
Distributori di Bevande – l’associazione nazionale di riferimento per il settore della distribuzione di liquidi alimentari nel canale Horeca – acronimo di Hotel, Restaurant e Café – che
comprende tutto il circuito dei consumi «fuori casa».

Nel corso dell’udienza di oggi davanti al Giudice Dot.ssa Izzo, gli avvocati Antonio Donatone (in rappresentanza della Bernabei Liquori), Tiziana Papalia e Fabrizio Ballarini
(in rappresentanza di Italgrob) hanno evidenziato le motivazioni di questa causa contro la multinazionale, che a partire dal gennaio scorso avrebbe posto in essere alcune condotte discriminanti
nei confronti dell’azienda romana e dell’intera categoria dei grossisti di bevande.
Si è parlato in particolare di vendite sotto listino effettuate nei confronti dei punti vendita e la diversità del prezzo finale praticato al grossista rispetto a quello praticato
ai dettaglianti.
Una politica commerciale che Italgrob ha riscontrato diffusamente in tutto il Nord e Centro Italia e che rischia di minare sensibilmente la stabilità dell’intera filiera distributiva del
beverage, indebolendo la concorrenza e penalizzando realtà di dimensioni più ridotte.
La realtà distributiva italiana è infatti formata da oltre 2.000 aziende – per un totale di quasi 20.000 dipendenti – per lo più di piccole e medie dimensioni, spesso a
carattere familiare e fortemente radicate sul territorio, che distribuiscono da sempre i prodotti Coca Cola, per una quota che in media raggiunge il 15% del loro fatturato
complessivo».
«La condotta del colosso americano – ha commentato Giuseppe Cuzziol, presidente di Italgrob – appare infatti chiaramente finalizzata a creare barriere commerciali
significative per i grossisti e tutti gli altri attori del mercato italiano delle bevande, tanto da essere guardata con sospetto anche dalle altre aziende produttrici, competitor di Coca
Cola».
Ipotizzando in tali condotte atto di concorrenza sleale nonché atti di abuso di dipendenza economica è stato richiesto al Tribunale di Roma di inibire a Coca Cola HBC Italia la
sua prosecuzione e la condanna alla pubblicazione della sentenza su tre quotidiani a tiratura nazionale e su una rivista specializzata del settore, oltre ad un risarcimento danni.