Guida di Milano 2017, Tre Forchette by Gambero Rosso

Guida di Milano 2017, Tre Forchette by Gambero Rosso

Presentata lunedì e premiati: l’Osteria del TreSulla cima dell’Olimpo della ristorazione milanese e lombarda, di locali da non perdere ne sono stati collocati sei, dai selezionatori della Guida di Milano del Gambero Rosso, presentata lunedì nel corso di una serata organizzata presso l’Osteria del Treno. E, cioè:  Villa Crespi con Antonino Cannavacciuolo a Orta San Giulio con 93/100, seguito da “Dal Pescatore” della famiglia Santini a  Canneto sull’Oglio con 92/100, da Seta del Mandarin Oriental Milano con Antonio Guida a Milano, Ilario Vinciguerra Restaurant a Gallarate e Da Vittorio dei fratelli Cerea a Brusaporto con 91/100 e, infine, con 90/100, Berton di Milano. Sono, in pratica, le mitiche “tre forchette” di una pubblicazione che quest’anno festeggia i 30 di attività.
guida-gambero-rosso-milano-2017-281x480Ma fra i 1540 indirizzi per mangiare, per comprare e per dormire, sono stati selezionati altri locali meritevoli di essere premiati. Come, per esempio, le trattorie degni degli ambiti “tre gamberi” e, cioè, Caffè La Crepa di Isola Dovarese, La Madia di Brione, Osteria della Villetta dal 1900 di  Palazzolo sull’Oglio e la milanese Osteria del Treno. Mentre le “tre bottiglie” per la migliore cantina sono approdate a Bergamo, Al Donizetti.

 

 

Tutti e due di Milano,invece, i locali etnici da non perdere e, quindi, segnalati con i “tre mappamondi”: Iyo e Wicky’s Wicuisine Seafood. Come pure fra gli indirizzi milanesi sono stati selezionati i locali per i premi speciali e cioè Enrico Bartolini del Mudec Restaurant come la novità dell’anno,  Il Luogo di Aimo e Nadia per il miglior servizio di sala, Terrazza Gallia dell’Excelsior Gallia per il miglior servizio di sala in albergo. Quattro, infine, i ristoranti premiati per il miglior rapporto qualità/prezzo: Esco  e Spazio di Niko Romito Formazione di Milano, Antica Trattoria del Gallo di Gaggiano e La Piazzetta di Montevecchia.

Poi, ci sono le migliori cucine. E, quindi, con 55/100  Villa Crespi; 54/100 Berton, Cracco e Seta del Mandarin Oriental di Milano, Mistral del Grand Hotel Villa Serbelloni di Bellagio e Ilario Vinciguerra Restaurant di Gallarate; 53/100 Joia e Vun dell’Hotel Park Hyatt di Milano e Dal Pescatore. Oltre Al Donizetti, le tre altre carte dei vini sono quelle di  Seta del Mandarin Oriental, Da Vittorio e Dal Pescatore.

A questo punto ci si fa la domanda: qual è l’idea di ristorazione che emerge dalla Guida che Gambero Rosso ha riservato a Milano? La risposta la troviamo nelle schede dei locali segnalati: il capoluogo lombardo è una piazza ambita da tutti i cuochi perché lo ritengono un passaggio obbligato per la propria crescita professionale. Eppure i tempi non sono dei migliori per investire in attività di ristorazione. Per Milano, invece, non è così, dicono chi è già presente e chi non vede l’ora di insediarsi nelle mura cittadine.

Per ricordare i suoi 30 anni di successi, la “Milano del Gambero Rosso”, oltre ai premiati in base al punteggio, segnala una serie di locali da non perdere e che potrebbero rappresentare una sorta di viaggio nel buongusto lombardo come, per esempio, tra ristorante e trattorie, ci sono i milanesi Antico ristorante Boeucc, l’Osteria Grand Hotel Pub, Joia, Il Luogo di Aimo e Nadia, Masuelli San Marco, Montalcino, Osteria del Treno, Al Pont de Ferr, Ribot, A’ Riccione, la Trattoria Rovello 18, Sadler Osteria di Porta Cicca, Savini, Spontini di corso Buenos Ayres e, poi, la Trattoria del Fulmine a  Trescore Cremasco, Pierino Penati a Viganò Brianza, I Castagni a Vigevano.

Nonché le migliori interpretazioni della tradizione milanese. Come, per esempio, il risotto giallo di  Ratanà, Terrazza Gallia dell’Excelsior Gallia e Trattoria Trombetta; la cotoletta dell’Osteria Brunello, Liberty e Trattoria del Nuovo Macello; i mondeghili di Mangiari di Strada, Trattoria Mirta e Terrazza Triennale; e il rognone della Macelleria Popolare, Testina e Trattoria Trippa.

Poi ci sono le botteghe del gusto da non perdere per una spesa a prova di buongustaio: El Büscia,   Ciclosfuso, L’Orto di Brera, Pavè gelati & granite, Procacci, La pâtisserie des Rêves e Pescheria Schooner di Milano e Grazioli di Legnano. Per le enoteche la selezione è solo cittadina: da La Cantina di Manuela alle Cantine Isola, da Cotti a Enoclub, da Gaboardi Pogliani a Iemmallo, N’ Ombra de Vin a Ricerca Vini, da Ronchi a Vino Vino di corso San Gottardo. Tutta milanese anche la selezione di specialità alimentari: Faravelli (carni squisite), Macelleria Equina Pellegrini (ci sono tutti i tagli di carne di cavallo), Baita del Formaggio di Rusconi (dice già tutto l’insegna di questa istituzione cittadina),  La Grotta dei Formaggi (oltre un centinaio di referenze), Rosticceria Galli (orgoglio del locale sono il pollo allo spiedo e la pizza a tranci), Peck (basta il nome), Drogheria Soana, Il Salumaio di Montenapoleone (qui c’è tutta, anche un bistro e il ristorante), Bottega del gelato da Cardarelli (da non perdere i gelati di stagione), Il Forno (eccellente il ciambellone), Panificio Moderno (non perdetevi la michetta), Panino Giusto (ottimi quelli firmati da Claudio Sadler nonché quello con la bresaola della Valtellina), Maria Vailati (c’è di tutto, compreso un profumo unico di pane), Cattaneo (piccolo negozio da grandi proposte di pasta fresca), Biffi (ottima colazione), Cova (è tutt’ora uno dei simboli di Milano), Cucchi (altra istituzione della tradizione dolciaria meneghina), Gattullo (un bar d’altri tempi che ospitava Enzo Jannacci e la sua banda), Marchesi (cappuccino brioche unici), Quadronno (da non perdere il panino quattro stagioni), Ranieri (è il tempio dell’arte bianca milanese), San Carlo (regno di delizie dell’alta pasticceria), Sant’Ambroeus (se viene in mente di chiamarla caffetteria, beh, sappiate che è riduttivo), Sissi (eccellente caffè e colazione), Taveggia (posto irrinunciabile per chi vuole una colazione indimenticabile), Gelmetti (pesce fresco da tutto il mondo), Vercelli (per conoscere il vero caffè).

Maria Michele Pizzillo
Newsfood.com

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