I brand statunitensi del settore food and beverage sono in grossa crisi. Sia all’interno dei confini nazionali che nel Vecchio Continente. Si è capito
che i fast food “fanno ingrassare” e “diversi” principi attivi contenuti nelle bevande non sono propriamente salutari. Quantomeno bizzarro che gli yankee siano arrivati a capirlo in
questi anni quando “noi” lo dicevamo da almeno un decennio; ma si sa, in USA non comandano i politici ma le multinazionali quindi business first.
Circa un anno e mezzo fa Mcdonald’s, per parare i colpi di grosso calibro sparati dalle varie associazioni nutrizioniste e da quelle dei genitori di bambini in sovrappeso (tutte e due
negli USA sono una lobby potentissima), aprì un blog dedicato alla Corporate Social Responsability (che fa massimo 3 commenti a post e la maggior parte di questi ha il triste
primato di avere 0 commenti; magari a rivedere la linea editoriale?). Ora Coca Cola che punta alla svolta salutista per contrastare un pauroso calo di vendite che i due maggiori player (l’altro
è ovviamente Pepsi Co) delle Cole stanno affrontando.
Il consumatore ora non vuole bere solo qualcosa di saporito, ma vuole un “plus” benefico per l’organismo; sarà forse l’attuale periodo di edonismo estremo che, portandoci a questa cura
maniacale per la salute fisica, sta spingendo i consumatori a bere tutto ciò che riporti la magica scritta “con vitamine”. Non so, dovremmo chiederlo ad un antropologo.
Ripongo sempre molti dubbi sui riposizionamenti di brand forti e consolidati. La Coca Cola è uno di questi, sedimentata negli anni nelle menti dei consumatori come “bevanda
dolce”; ci vorrebbero forse il doppio degli anni che hanno impiegato per affermarsi per riuscire a shiftare su “healthy” e una “frattata” di soldi che potrebbero essere usati per
risanare l’economia del Sud Est Asiatico per 100 anni a venire.
Ognuno deve fare quello per cui è “portato”, non tutti posso differenziare i propri “servizi”, tanto meno questo tipo di multinazionali. Non è una stringa dal nome intrigante come
“multivitaminico” a cancellare più di cento anni di storia.

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