HI_TECH MADE IN ITALY PER LA PELLE INDIANA

HI_TECH MADE IN ITALY PER LA PELLE INDIANA

HI_TECH MADE IN ITALY PER LA PELLE INDIANA
Di Franco Vergnano
Dal nostro inviato speciale

MILANO  –  Nuova Dheli chiama e Roma risponde. E’ quello che è stato messo in evidenza a Milano durante un incontro organizzato dal Council for Leather Exports (CLE), con il sostegno del Ministero del Commercio e dell’Industria dell’India: si tratta della  Make in India Investment Conference.

Scopo dell’evento era di far conoscere le iniziative portate avanti dal Primo Ministro dell’India Shri Narendra Modi sotto il brand Make in India per gli obiettivi di crescita fissati per l’industria indiana della pelle e le opportunità dell’India – con garanzia di alta qualità – come luogo per conciare e produrre prodotti in pelle, nonché creare ulteriori sinergie e collaborazioni.

In sostanza, non c’è solo la Cina.

Anche per chi va a investire in India vengono fatti ponti d’oro. Specie in determinati settori, come ad esempio l’intera filiera della pelle, dove il subcontinente asiatico è leader a livello mondiale. Ma per fare sempre meglio serve la tecnologia del made in Italy e anche lo spirito imprenditoriale delle nostre aziende.

L’iniziativa Make in India s’inquadra nella rinnovata attenzione che il Governo indiano sta prestando al settore manifatturiero. Make in India intende invitare gli investitori italiani a investire in India. I comparti della conceria, dei prodotti in pelle e delle calzature sono stati identificati quali settori d’intervento dell’iniziativa Make in India.

Decine di persone hanno preso parte alla Conferenza, fra professionisti e imprenditori dell’industria conciaria italiana, compresi i rappresentanti di otto aziende indiane interessate a intrecciare joint venture con aziende italiane: Alpine Apparels Pvt Ltd., Faridabad; Global Leathers, Chennai; MVA Leather Works Pvt Ltd., Puducherry; Naaz Exports (P) Limited, Kanpur; Nibras Shoes Pvt Ltd, Chennai; Sidhaarth Exports, Noida; Shafeeq Shameel & Co. Chennai; Smita Exports Pvt Ltd, Chennai.

Il signor Srinivasan, Coordinatore per il nostro Paese, ha detto: «L’Italia è unica perché è non solo il quarto maggior importatore mondiale di pelle, prodotti in pelle e calzature (per un valore annuale di 10 miliardi e 594 milioni di dollari), ma anche il secondo più grande esportatore con un valore annuale di 23 miliardi e 628 milioni di dollari, dietro alla sola Cina. L’industria indiana della pelle ha una relazione di lunga data con quella italiana».

PAqeel Ahmad, Amministratore Delegato di Florence Centre e Presidente Regionale per la Regione Sud del Council for Leather Exports, ha sottolineato: «L’India ha un’ampia presenza alle maggiori fiere italiane quali Expo Riva Schuh (Garda) e Lineapelle, e inoltre collabora da vicino con associazioni italiane di settore quali UNIC, Assocalzaturifici, AIMPES, ASSOMAC ecc, e con istituzioni come la scuola ARS SUTORIA e così via. I designer e i tecnici italiani giocano un ruolo cruciale nell’upgrade tecnologico e nello sviluppo del design dell’industria indiana della pelle.

Poiché l’industria indiana della pelle è un settore-chiave, dobbiamo portare a un nuovo livello le relazioni tra la nostra e la vostra industria della pelle. E’ con quest’obiettivo che stiamo organizzando questo programma  in Italia: per esplorare aree di business vicendevolmente interessanti tra i nostri Paesi, tra cui la fondazione di unità produttive italiane in India, di proprietà o in joint venture con aziende indiane, collaborazioni tecniche tra aziende indiane e italiane nella forma di trasferimenti di tecnologia, sviluppo di design, ecc».

Ravi Shankar, Vice-Capo di Missione dell’Ambasciata dell’India, Ha detto che questo è il momento giusto per far diventare l’India un importante snodo manifatturiero. Il Governo dell’India è pronto per accogliere e sostenere gli imprenditori dal mondo intero dando loro tutto ciò che serve per fare business con facilità.  L’evento è stato coordinato da Sanjay Kumar, Direttore Regionale per il Nord del Council for Leather Exports

 

NOTA ======================================================
CHE COSA E’ il CLE (scheda)

Il Council for Leather Exports (CLE) è la più grande organizzazione per la promozione della forte (e in rapida crescita) industria indiana della pelle e dei prodotti in pelle. Il CLE ha come obiettivo lo sviluppo generale del comparto indiano della pelle e la crescita delle esportazioni, per accrescerela quota di mercato dell’India nel commercio globale della pelle. Il CLE è sotto l’egida del Ministero indiano del Commercio e dell’Industria. È l’organizzazione di Export Promotion notificata per l’intera industria della pelle e dei prodotti in pelle.  Il programma  fu lanciato dal Primo Ministro Modi nel settembre 2014 come parte di un più ampio insieme di iniziative di rafforzamento nazionale. Con l’obiettivo di trasformare l’India in uno snodo globale per il design e le manifatture, è divenuto velocemente un grido di battaglia per gli innumerevoli stakeholder e partner dell’India. È un potente, galvanizzante call to action per i cittadini e i dirigenti indiani, nonché un invito ai potenziali partner e investitori in tutto il mondo. Ma  è molto più che uno slogan evocativo. Rappresenta una revisione globale e senza precedenti di processi e politiche obsolete. Soprattutto, attesta un completo ricambio nella mentalità del Governo: una transizione da un approccio autoritario a un approccio di partenariato, in adesione al motto del Primo Ministro Modi ‘Minimum Government, Maximum Governance’.

ALCUNI DATI sull’industria indiana della pelle

–  Il giro d’affari attuale dell’industria indiana della pelle è di 12.50 miliardi di dollari, tra cui 6.5 miliardi dalle esportazioni e 6 miliardi dal mercato domestico. Entrambi i mercati sono attesi in crescita del 20% nei prossimi anni. Infatti sotto il programma , l’obiettivo di fatturato per l’industria della pelle è fissato a 27 miliardi di dollari entro il 2020, il che significa una crescita del 116% nei prossimi cinque anni.  • Il mercato indiano al dettaglio, che è il quinto più grande al mondo, è atteso in crescita del 2530% ogni anno.

Il segmento delle calzature avrà una quota più ampia nella crescita del mercato domestico in India. Il consumo pro capite di calzature in India è previsto in crescita dalle attuali due paia a quattro paia entro il 2020, and da qui la produzione di calzature dovrà essere riscalata dagli attuali due miliardi di paia a 5 miliardi all’anno entro il 2020, per soddisfare la crescente domanda. Ciò dà immense opportunità agli investitori. Al presente non ci sono accise in India per le calzature che al dettaglio costano sino a 500 rupie al paio (circa 7 euro) mentre c’è solo un 6% di tassa per le calzature che costano da 500 rupie (7 euro) fino a 1000 rupie (14 euro) e per le calzature in pelle dal prezzo superiore a 1000 rupie (14 euro). Poiché la domanda per calzature di qualità sta aumentando, ci sono favolose opportunità per le manifatture italiane di calzature di lusso di sfruttare l’enorme potenziale dell’India.

• L’India è il più grande produttore di pelli e semilavorati bovini (con una produzione annuale di 51,35 milioni di pezzi), il secondo maggiore produttore di pelli di capra e capretto (con una produzione annuale di 90,49 milioni di pezzi), secondo solo alla Cina, e anche il secondo maggior produttore di pelli di pecora e agnello (con una produzione annuale di 37,66 milioni di pezzi), anche qui secondo solo alla Cina. Per cui, il Paese ha già una forte capacità produttiva di pelle. La disponibilità totale di pelli in India è di circa tre miliardi di piedi quadrati, con una produzione domestica di circa 2,5 miliardi di piedi quadrati. L’India soddisfa circa il 10% del fabbisogno mondiale di pelle.

Sotto il brand , il Governo dell’India si propone di adottare molte misure tecnologiche. Esse includono: a) Una più larga e sistematica collezione di pelli e un pieno impiego della capacità conciaria; b) L’upgrade degli impianti di trattamento dele acque reflue con un investimento di circa 211 milioni di euro. L’obiettivo è di riscalare la produzione di pelli in India dagli attuali 2,5 miliardi di piedi quadri a circa cinque miliardi di piedi quadri entro il 2020. Inoltre, il Governo sta fondando mega cluster di pelli, con sovvenzioni massime di circa 17,26 milioni di euro per un mega cluster di pelle su un’area di oltre 151 acri. Uno di questi mega cluster sta per essere inaugurato nello Stato dell’Andhra Pradesh, su un’area di 385 acri. Si incoraggiano gli investimenti dall’Italia, soprattutto dalle concerie, in questo mega cluster di pelle.

• Il report recentemente pubblicato dallo United Nations Population’s Fund (UNFPA) afferma che l’India ha la più grande popolazione nella fascia 10-24 anni. Con 356 milioni di persone in questa fascia d’età, la popolazione giovane dell’India è più grande di quella della China (269 milioni). Il Governo dell’India sta adottando su scala nazionale un programma di sviluppo delle abilità professionali per addestrare i lavoratori delle industrie manifatturiere. Nella sola industria della pelle, più di 40mila persone sono state così addestrate negli ultimi due anni. La forza lavoro nell’industria della pelle dovrebbe raggiungere i sei milioni entro il 2020 dagli attuali 2,5 milioni. Gli investitori italiani possono certamente trovare forza lavoro addestrata in India a livelli di salario competitivi di 100–120 dollari al mese.

• Qualsiasi investitore d’oltremare in India può importare pelli, semilavorati e prodotti finiti senza alcun dazio. Inoltre, i macchinari richiesti per l’industria della pelle sono importabili pure senza dazio, ai sensi dell’Export Promotion Capital Goods Scheme (EPCG), purché destinati a soddisfare, nei sei anni successivi al loro ingresso, un fabbisogno di esportazione pari a sei volte la tassa risparmiata. • Ai sensi dell’Integrated Development of Leather Sector (IDLS), il Governo si accolla il 30% dei costi degli impianti e dei macchinari per le micro e le piccole unità produttive, e il 20% per le altre unità, con un tetto di 280mila euro circa per ogni linea di prodotto. • L’India ha inoltre diversi laboratori che conducono test per l’adozione delle regole REACH dell’Unione Europea, del Consumer Safety Product Improvement Act (CPSIA) degli Stati Uniti ecc.

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Franco Vergnano
Inviato Speciale
Newsfood.com

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