I gestori dei bar e dei ristoranti valdostani chiedono alla Regione un’applicazione nella normativa improntata a una maggiore liberalizzazione del settore. La Fipe valdostana, che sta
esaminando in queste settimane la bozza di regolamento attuativo della recente legge regionale che disciplina le attività di somministrazione di alimenti e bevande, teme in particolare
“l’ingerenza – spiega il vice presidente della Fipe, Leopoldo Gerbore – troppo vincolante dei sindaci nel predeterminare gli orari di apertura delle attività”.
La legge regionale 1/2006 si pone tra l’altro l’obiettivo di salvaguardia e riqualificazione la rete dei pubblici esercizi nelle zone di montagna e nei centri minori oltre garantire il miglior
equilibrio tra domanda e offerta e prevede che i Comuni provvedano a determinare i criteri di programmazione per il rilascio delle autorizzazioni degli esercizi di somministrazione al pubblico
di alimenti e bevande.
Per l’associazione che riunisce nella regione 1.300 esercizi pubblici, circa l’80% di quelli operanti, “non opportuna – aggiunge Gerbore – è la previsione, contenuta nel documento
sottoposto alla discussione, di un tetto massimo di apertura dei locali di 13 ore e la possibilità per i sindaci dei comuni valdostani di decidere l’orario di apertura e di chiusura dei
locali”.
Una diversa regolamentazione è invece proposta dalla Fipe: “il nostro settore – conclude Gerbore – si sta muovendo nella direzione della liberalizzazione, meglio sarebbe dunque prevedere
semplicemente delle fasce orarie in cui consentire l’apertura degli esercizi e poi concedere ai gestori la possibilità di scegliere”.

Fonte: www.puntobar.com