Tante fibre a tavola dimezzano il rischio di cancro al seno – Il rischio di cancro al seno nelle donne sotto i 50 anni può essere drasticamente ridotto, addirittura dimezzato,
l’importante è condurre una vita molto regolata a tavola: il segreto sta nell’adottare una dieta a base di alimenti ricchi di fibre, come cereali, pane integrale e frutta.

È il risultato di uno maxistudio realizzato dall’Università di Leeds, in Inghilterra, e pubblicato sulla rivista “International Journal of Epidemiology”. L’indagine, che ha
coinvolto oltre 35mila donne ed è durata sette anni, ha permesso di accertare come sia necessario un consumo giornaliero di almeno 30 grammi di fibre alimentari per ridurre del 50% i
tumori al seno.
L’azione preventiva svanisce però dopo i 50 anni, come ha spiegato il professor Janet Cade, coordinatore della ricerca, perché nelle donne nel periodo post-menopausa gli alimenti
ricchi di fibre non determinano alcun beneficio. “Trenta grammi di fibre al giorno è una quantità rilevante perché eqiuvale a circa il doppio delle dosi comunemente assunte
nei regimi alimentari tradizionali. Bisognerebbe dunque fare una colazione ricca di cereali, preferendo il pane integrale a quello bianco, e inserire nella propria giornata almeno cinque
porzioni di frutta o verdura”.

Il succo frutta fa bene quanto il frutto vero e proprio – Gli scienziati se lo chiedevano da anni: dal punto di vista degli effetti benefici sulla salute, è meglio un frutto (o un
vegetale) al naturale o ridotto in succo? Finalmente è arrivata un’autorevole risposta, sotto forma di uno studio scientifico realizzato dall’International Journal of Food Science and
Nutrition e condotto da un team di ricercatori guidato da Carrie H. S. Ruxton, della Balfron High School, e Drew Walker, direttore del Public Health di Tayside, in Scozia.
Stando ai risultati di questa indagine, il succo di frutta puro al 100% contribuisce a ridurre il rischio di sviluppare patologie come cancro e malattie cardiovascolari, esattamente allo stesso
modo del frutto intero. “Classificare il succo puro come nutrizionalmente inferiore al frutto o al vegetale completo in relazione al trattamento di malattie croniche, è del tutto
ingiustificato”, sostengono gli scienziati a commento dei risultati della loro ricerca.
L’effetto positivo di frutti e vegetali non deriverebbe solo dalle fibre, ma anche dagli antiossidanti, che sono presenti sia nel succo che nell’intero vegetale.
Secondo Sue Taylor dell’organizzazione non profit “Juice Products Association”, questo lavoro “dimostra comunque come la frutta e i vegetali abbiano un ruolo importante nella riduzione del
rischio di varie malattie, soprattutto cancro e malattie cardiovascolari. E come dunque dovrebbero essere introdotte nell’alimentazione di adulti e bambini appropriate quantità di succo,
in base a linee guida provenienti dalle autorità”.
Già nel settembre del 2006, un ampio studio epidemiologico aveva dimostrato che il consumo di succo di frutta al 100% può associarsi alla riduzione del rischio Alzheimer: in
coloro che bevono almeno tre volte alla settimana succo di frutta puro, si era riscontrato un rischio di sviluppare la patologia inferiore del 76% rispetto a quelli che lo consumano meno di una
volta alla settimana.

La soia fa bene ai muscoli degli atleti quanto il latte – Le proteine vegetali contenute nella soia contribuiscono allo sviluppo dei muscoli come quelle animali del latte. Lo sostiene
uno studio scientifico statunitense condotto dall’Indiana University e appena pubblicato sulla rivista «Journal of Nutrition». I ricercatori hanno confrontato il processo iniziale
di sintesi delle proteine nei muscoli scheletrici in seguito all’ingestione di diversi tipi di proteine nei ratti. I roditori sono stati prima sottoposti a 120 minuti di esercizio su una ruota
e poi sono stati nutriti con una dieta o base di carboidrati, o di carboidrati e di proteine del latte o infine di carboidrati e proteine della soia. I risultati hanno dimostrato che le
proteine della soia sono una per la «costruzione» dei muscoli in misura uguale a quelle del latte. Specialmente se affiancate da attività fisica aerobica.