Roma – The Coca-Cola Company e Illycaffè SpA hanno annunciato di aver formalizzato la joint venture a livello globale, comunicata lo scorso ottobre, e lanciano sul mercato tre
nuovi prodotti a base di caffé pronti da bere in confezione lattina a marchio Illy, i nuovi prodotti saranno sul mercato a partire dal mese di aprile in 10 paesi europei (in Italia
arriveranno tra qualche mese).

La distribuzione è affidata alla Coca Cola HBC, controllata dalla Coca Cola Ellenica, che produce e distribuisce direttamente i brand di Coca-Cola in Italia con competenza territoriale
per tutto il Centro Nord, e già in causa presso il tribunale civile di Roma con i distributori italiani di bevande riuniti in Italgrob per concorrenza sleale e abuso di dipendenza
economica.

Dopo la controversa acquisizione di Acqua Lilia in Italia, Coca Cola completa dunque la gamma dei propri prodotti con una delle nostre eccellenze nazionali: il caffé.

«Un ulteriore tassello nella politica di monopolizzazione del mercato italiano ed internazionale posta in essere dalla Company – commenta Franco Bruno Marini, Coordinatore nazionale
Italgrob – che da tempo agisce sia sul fronte dei prodotti che su quello della distribuzione».

Questa operazione rappresenta infatti per l’estero un ulteriore rafforzamento della posizione dominante di Coca Cola in Europa, mentre in Italia, oltre a ribadire il suo predominio nel mercato
dei ready to drink, Coca Cola consolida con questo nuovo tassello la sua strategia di spersonalizzazione del consumo e di dequalificazione dell’attività degli altri membri della filiera,
con particolare riferimento ai grossisti e agli esercenti del canale Horeca.

Basti ricordare l’attivazione della rete di distribuzione diretta dei prodotti Coca Cola in tutti i pubblici esercizi del Centro Nord Italia e la conseguente applicazione di condizioni di
vendita discriminanti per i grossisti, l’acquisizione della Eurmatik – società italiana di distribuzione automatica – il recente accordo con la Federazione Italiana Tabaccai per la
distribuzione di frigovetrine Coca Cola in tutte le tabaccherie nazionali e da ultimo l’arrivo del caffé in lattina.

«Ci troviamo di fronte ad una politica chiaramente finalizzata ad un unico obiettivo: l’indebolimento della concorrenza, a scapito delle realtà più piccole, e non stiamo
parlando solo di noi grossisti – continua Marini – ma di tutti gli attori del mercato italiano del beverage, e in particolar modo dei pubblici esercizi».

«Da qualche anno ormai l’economia del nostro Paese stenta a decollare, e i consumi fuori casa, che risentono fortemente della progressiva perdita di potere d’acquisto delle famiglie, non
saranno certo sostenuti da questo continuo tentativo di spersonalizzare la vendita di bevande, già favorita dall’incontrollata diffusione dei distributori automatici».

«Ormai è chiaro – come già ribadito durante il Convegno di Pianeta Birra di febbraio – che grossisti ed esercenti potranno vincere la propria battaglia solo specializzandosi
sempre di più, offrendo ai clienti un servizio di consulenza e prodotti innovativi e che funzionino, evitando di promuovere prodotti sempre più massificati e globalizzati».

Ufficio Stampa Italgrob