Nello scenografico scenario di Sorrento, nel corso di un serrato confronto tra distributori e rappresentanti dell’industria, il Consorzio Distributori Alimentari (CDA), ha tracciato un quadro
dei consumi di acqua minerale, succhi di frutta e soft drink nel nostro paese, evidenziando come il bere analcolico superi in Italia l’88% a quantità del totale bevande fredde, con i
grossisti che gestiscono il 31% del totale volume di questa categoria di bevande.
L’incontro di Sorrento ha ospitato l’ultima tappa dello “Working European Tour” CDA, un ciclo di tre incontri in altrettante città europee, dedicati alle bevande chiave del mercato
italiano e comunitario. Una formula innovativa, con la quale il Consorzio ha voluto rinnovare la tradizionale formula dei propri meeting annuali, che ogni anno riuniscono associati,
rappresentanti dell’industria ed esperti del settore, per un incontro sui principali temi di attualità. In una realtà economica e sociale sempre più condizionata dalle
decisioni comunitarie, le tappe dello “Working European Tour” hanno infatti permesso ai membri del Consorzio ed a tutti gli ospiti di misurare, valutare e condividere una conoscenza più
approfondita del mercato del beverage in Europa. Dopo il vino, protagonista dell’incontro di Siviglia, e la birra, di cui si è parlato a Praga, è stata ora la volta di
Sorrento.
Con le sue 189 fonti registrate e i suoi quasi 190 litri di consumo pro-capite annuo, non poteva infatti che essere l’Italia ad ospitare il meeting dedicato ad acqua minerale, bibite e succhi
di frutta. Proprio il nostro Paese si conferma anche quest’anno come il più importante mercato europeo nel campo delle acque minerali, vantando una quota pari al 30% del totale
dell’Europa Occidentale. Secondo le analisi riportate sull’Annuario delle Acque Minerali della Beverfood, la produzione italiana ha sfiorato nel 2005 i 12 miliardi di litri, in costante
incremento, mentre i consumi si sono attestati attorno ai 10,9 miliardi di litri, una cifra che non ha eguali in tutta la UE. Nel corso del 2006 i consumi hanno registrato un ulteriore
progresso tra il 3 ed il 4% a quantità.
L’incontro di Sorrento ha messo inoltre in evidenza l’importanza delle bevande analcoliche nel mercato italiano del beverage. Dai dati emerge infatti come questa tipologia di prodotti abbia
superato i 9,5 miliardi di litri, commercializzati da grossisti di bevande, GDO e Cash & Carry, raggiungendo una percentuale pari all’88% dei volumi e assorbendo circa il 60% del fatturato
totale (oltre 4,3 miliardi di euro). I soli grossisti gestiscono oltre il 31% del mercato in termini di volumi e il 27% in termini di fatturato.
L’acqua naturalmente gioca un ruolo di primo piano in termini di volumi, con oltre 2,2 miliardi di litri, ma con una minore incidenza in termini di valore (il fatturato per i grossisti si
attesta intorno ai 612,5 milioni di euro) ed è distribuita per il 58,4% nel canale Horeca (di cui il 45% nei locali diurni, il 46% nei ristoranti e 8% nei locali serali).
I grossisti italiani hanno distribuito nello scorso anno oltre 64 milioni di cartoni di bibite confezionate, con un fatturato di poco inferiore a quello realizzato con l’acqua minerale: poco
meno di 584 milioni di euro. Il canale Horeca incide per questa categoria per il 61,1%, di cui il 55% nel diurno, il 30% nella ristorazione e il 15% nel serale. Una voce fondamentale per i
distributori di bevande è sicuramente quello delle bibite in fusto da servire alla spina, destinate per l’85% all’Horeca ed egualmente ripartite tra diurno, serale e ristorazione. Sono
oltre 4 milioni i fusti commercializzati annualmente per un fatturato di 155 milioni di euro, con un’incidenza del 39% sul margine complessivo realizzato dai grossisti.
Un buon margine di guadagno per l’ingrosso di bevande è garantito anche dalla categoria degli aperitivi monodose, con 6,3 milioni di cartoni distribuiti per il 77% nel canale Horeca ed
un fatturato di 162 milioni di euro. Come prevedibile inoltre, le richieste naturalmente provengono per oltre l’81% dalla categoria dei locali diurni.
Nonostante i consumi di succhi in Italia si collochino molto al di sotto della media europea, con 19 milioni di cartoni commercializzati dai grossisti, il fatturato per la categoria supera i
215 milioni di euro ed è realizzato per il 72% nel canale Horeca (di cui ben il 73% nel diurno).
“Siamo convinti che lo sviluppo della distribuzione in Italia passi attraverso il confronto e la condivisione delle informazioni, non solo a livello nazionale, ma anche e soprattutto a livello
comunitario, ecco il perché del nostro progetto � spiega Lucio Roncoroni, direttore di CDA – Riteniamo, grazie a questi meeting, di aver mosso un piccolo ma significativo passo
verso quel fondamentale bisogno di crescita culturale della nostra categoria e di aver posto le basi per una valutazione più allargata del nostro business”.

Fonte: www.cdaweb.it