Il 26 ottobre gli Statali incrociano le braccia

I segretari del pubblico impiego di Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato lo sciopero generale di 8 ore per il 26 ottobre prossimo, data in cui si terrà anche la manifestazione degli statali
a Roma guidata dai leader sindacali, Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti.

Nel dare l’annuncio le parti sociali hanno dichiarato che si tratta di una decisione inevitabile, poiché nella nuova Finanziaria non sono programmati interventi e risorse adeguate da
destinare al pubblico impiego.

“Il governo rifiuta un confronto serio ed approfondito su come portare avanti un vero e proprio piano per il rilancio del lavoro pubblico”, ha spiegato il segretario generale della Funzione
Pubblica della Cgil, Carlo Podda, sottolineando che le parti sociali non condividono la “questione dei precari”, che rappresenta “un ritorno indietro rispetto all’accordo dell’anno scorso”.

I punti “inaccettabili” per cui si battono i sindacati, in particolare, sono tre: “L’ossessione a non rinnovarci il contratto; la mancanza di un piano industriale delle pubbliche
amministrazioni; il precariato che questa Finanziaria rende ancor più precario”.

“Questa finanziaria è da cambiare per quanto riguarda il pubblico impiego: per questo saremo a Piazza san Giovanni, con i tre segretari generali di Cgil-Cisl e Uil il 26 ottobre”. Lo ha
annunciato il segretario generale degli statali della Cisl, Rino Tarelli spiegando le motivazioni dello sciopero degli statali, indetto per il 26 ottobre: “La verità è che il
Governo ha scelto di abbandonare tre milioni e seicentomila lavoratori del pubblico impiego -ha dichiarato Tarelli – che pagano l’85% della pressione fiscale di questo Paese e guadagnano 1200
euro al mese”.

Tarelli ha quindi ribadito che, se la Finanziaria non verrà modificata, “si andrà ad uno scontro duro”: “Andando avanti così – ha concluso il segretario generale della Cisl
– si rischia di non aprire il confronto sul prossimo biennio”.

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