Grondona, l’eccellenza della biscotteria genovese e ligure, acquisisce il marchio piemontese Duca D’Alba e innova la strategia d’impresa, che non va a modificare il suo
prodotto consolidato, ma gli affianca i senza zucchero di Enrico Dacasto, alla conquista di nuove nicchie di mercato.

Un monitoraggio attento e la scelta che cade sull’azienda del Basso Piemonte: bella tecnologia che sforna prodotti senza zucchero e senza glutine, puntando all’assoluta
qualità della materia prima. Orlando e Guido Grondona di biscotti ne sanno da cent’anni. Una tradizione legata al territorio e alle ricette realizzate senza compromessi. Oggi,
l’apertura ad una nicchia in ampliamento.

Il senza zucchero che regga però l’impronta autentica di una produzione senza aromi chimici, coloranti, conservanti ed emulsionanti. I Grondona la trovano ad Alba. Lui è
Enrico Dacasto, titolare della Dolciaria Dacasto&C, dal 1998. Nasce artigianale: solo prodotti tipici di qualità. Burro, niente grassi idrogenati, né conservanti e coloranti.
Dacasto, un’esperienza in Ferrero, esce col marchio Duca D’Alba su una tipologia di cinque biscotti: al riso, mais, nocciole, caffè e miele.

Poi il Biscottone da prima colazione, lungo, spesso, rustico, che assorbe bene il latte ed è gustoso. Fino all’idea della produzione senza zucchero. Che non sia industriale.
Abbiamo cercato i dolcificanti naturali come il maltitolo, che costa tre-quattro volte in più dello zucchero-spiega Dacasto – Un successo, tant’è che vendiamo 3-4 cartoni di
senza zucchero a fronte di uno con. L’offerta è di biscotti di mais, riso, cacao, classico e sette cereali Il mercato di riferimento è il dettaglio specializzato: Abbiamo
una rete di grossisti che da Alba arriva fino a Roma.

Tre i marchi che passeranno a Grondona: Duca D’Alba per il dettaglio specializzato, Re Maria a coprire il settore regali-cesti natalizi-enoteche, e La Casa sulla Collina destinato ai
supermercati. E’ quando la domanda cresce e richiede nuovi investimenti che entra in scena Grondona. L’obiettivo innovazione non sta nel merito, ma nel metodo. I fratelli Grondona
sposano la politica di vendita riservata al dettaglio specializzato.

E per stare in questa struttura è necessario un assortimento di gamma insiste Dicasto. I prodotti Grondona restano tal quali, mentre l’offerta si arricchisce con i tre marchi
piemontesi. Difficile fare qualità nel tempo-commenta Orlando Grondona, responsabile commerciale e direzionale – Il mercato dei biscotti è abbastanza statico: salgono il prodotto
di prezzo e il top quality.

L’ultimo che abbiamo messo sul mercato è una galletta fatta con latte condensato della Nestle e da cinque anni cresce a due cifre. Poi l’aggancio alla storia di prima, al
mulino del nonno in Val Polcevera, all’eccesso di grano che i contadini gli lasciavano in pagamento. Con quella farina mio nonno ha cominciato a fare pasta e a studiare il lievito. Oggi
l’Università di Firenze ci segue quei processi di lievitazioni già annotati da lui. I Grondona hanno ancora quel lievito selezionato dal nonno, la madre bianca. Continuano a
rinnovarlo da allora, ogni 8 ore, con acqua e farina. Un cordone ombelicale a garantire un solco. Lo stesso delle ricette scritte nel 1920 sul quadernetto nero. A raccontare di ingredienti
freschi, burro puro, bacche di vaniglia,succo di limone.

Tutto come ieri. Tentiamo di fare le cose come le faceva lui. Detto dal basso. Dalle mani in pasta di Guido che fa i panettoni. Il biscotto della salute lo porta in Liguria il nonno a fine
‘800. Oggi noi produciamo paste lievitate e frolle. Corleggeri, biscotti del lagaccio, canestrelli e pandolcini.

Dalla prima sede storica in Via Discesa al Torrente Verde, 3 dove oggi è rimasto lo spaccio, all’apertura nel 1972 dell’azienda in Via Bartolomeo Parodi, fino
all’impianto attuale di Via Campomorone 48 B, dove stanno trasferendo la produzione di Dicasto, che lui stesso continuerà a gestire. Settemila metri quadri, 36 dipendenti,
fatturato a fine anno stimato attorno ai 6 milioni di euro, con incremento del 6% di volumi rispetto allo scorso anno. Grondona è distribuito in tutta Italia, con punte eccezionali in
Piemonte, Liguria Lombardia, Valle D’Aosta e Toscana, per tradizione. A Genova è leader assoluto. Col Duca D’Alba entrano in Germania e con Grondona in Francia. Negli Stati
Uniti siamo stati prescelti da una catena che al primo colloquio ci ha posto come condizione di non avere 200 ingredienti chimici.

Porte apertissime dunque. Quando la qualità è una dimensione e il prodotto è la sintesi di una storia di terra, frutti e tradizione.