“Il bocciolo delle terre di Eolo”

Accademia Italiana della Cucina.

1 – 3 giugno, Hotel Aktea Lipari

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Convegni, escursioni, confronti, gastronomia, ma anche riscoperta delle tradizioni, storia di territori, in una parola sola cultura.

Il bocciolo delle terre di Eolo, il convegno organizzato dalle delegazioni di Messina e di Reggio Calabria dell’Accademia Italiana della Cucina svoltosi dall’1 al 3 giugno
all’Hotel Aktea di Lipari ha permesso di compiere un giro molto speciale intorno all’arcipelago eoliano e più propriamente, attorno al Cappero, un modo diverso anche per fare
turismo attraverso un simbolo significativo e pieno di espressione della tradizione e della storia isolana.

Soddisfatti al termine degli incontri il delegato di Messina Antonio Barresi e di Reggio Calabria Concetta Lupini Princi, i quali, hanno sostenuto le motivazioni che hanno portato alla scelta
entusiastica della valorizzazione del cappero, definito, una sorta di ponte che da sempre unisce le gastronomie siciliane e calabresi. Ed il luogo più indicato per tenere il convegno non
poteva che essere Lipari.

Ai 168 Accademici provenienti da numerose delegazioni italiane e straniere (Madrid, Londra, Parigi) sono stati illustrati i tanti aspetti della coltura del cappero.

Il professore Salvatore Ragusa dell’Università di Catanzaro ne ha sottolineato le peculiarità botaniche e tassonomiche. La sua storia-ha detto- risale prima della venuta di
Cristo. Anche la Bibbia diede rilievo ai suoi effetti stimolanti. Di esso nei loro testi parlarono anche Aristotele, Ippocrate e Galeno.

Il professore Francesco Menichini dell’Università della Calabria ha illustrato i suoi principi attivi, definendolo un ottimo antiossidante, un tempo apprezzato anche dalla
cosiddetta medicina popolare per le sue proprietà terapeutiche:astringenti, diuretiche, digestive.

Sulla metamorfosi del cappero nella civiltà della Roma antica si è invece soffermato il professor Giovanni Cupaiuolo dell’Università di Messina.

Lo scrittore e gastronomo Carlo Catanzaro ha poi tessuto un elogio del cappero, ghiottoniere da gourmet che solo nelle Eolie –ha detto- sanno far crescere così meravigliosi. I
principali centri di produzione sono Salina e Pantelleria, terre vulcaniche dove i capperi assumono più che altrove, specialissima fragranza e particolari caratteristiche. Antichi testi
e credenze ne avrebbero esaltato i poteri afrodisiaci, la corteccia esterna delle radici avrebbe gli stessi celebrati poteri medicinali attribuiti al ginseng cinese.

Particolare l’intervento di Stefania Barzini, autrice “a tavola con gli dei” ricordi e ricette delle isole Eolie. La scrittrice-gastronoma, tra sacro e profano, ha spaziato
dalle curiosità della medicina popolare, alle superstizioni fino alle tante credenze sorte attorno al cappero.

Decisamente “gastronomico” l’intervento della prof.ssa Mimma Lucchesi docente dell’istituto Professionale Alberghiero Antonello di Messina. Ai numerosi partecipanti ha
illustrato tante ricette sfiziose e curiose da preparare con capperi e cucunci.

Le conclusioni sono state tratte dal presidente nazionale dell’Accademia Italiana della Cucina Giuseppe Dell’Osso. Perfettamente riuscito –ha detto- l’omaggio al
variegato mondo del cappero,definita per il suo fiore l’orchidea delle Eolie. Dietro c’è tanta storia, tradizione dei popoli e dunque cultura, come tutte le iniziative
promosse da ben 50 anni dall’Accademia.

Il convegno è stato completato da alcune escursioni a Panarea, Stromboli, al Museo di Lipari ed in uno stabilimento di produzione dei capperi. Un cocktail è stato offerto dal
sindaco Mariano Bruno intervenuto alla giornata inaugurale dei lavori.

Molto apprezzate anche le degustazioni a base di prodotti tipici preparate da noti ristoratori eoliani e gli omaggi/ricordo delle Accademie di Messina e Reggio: ceramiche, passito,
peperoncino,bergamotto ed ovviamente…capperi.

Patrizia Casale

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    “Il Bocciolo delle terre di Eolo”

    Accademia Italiana della Cucina.

    1 – 3 giugno, Hotel Aktea Lipari

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    Inizia domani alle 17 (1 giugno) all’ Hotel Aktea di Lipari “Il bocciolo delle terre di Eolo”, convegno delle delegazioni di Messina e di Reggio Calabria dell’Accademia
    Italiana della Cucina che si concluderà domenica 3 giugno.

    Una tre giorni importante a cui parteciperanno tra gli altri il Presidente Nazionale dell’Accademia Italiana della Cucina Giuseppe Dell’Osso, lo scrittore e gastronomo Carlo
    Catanzaro, i docenti universitari Francesco Manichini, Ignazio Interrante, la giornalista e scrittrice di gastronomia Stefania Barzini.

    Al convegno, organizzato dalla delegazione di Messina dell’Accademia Italiana della Cucina presieduta dall’avv. Antonio Barresi sono attesi circa 170 “accademici” che
    giungeranno da tutta Italia ed anche dall’estero

    Saranno loro insieme con i relatori e la stampa specializzata a promuovere le peculiarità del cappero, una pianta mediterranea, che da sempre “caratterizza” le isole Eolie e
    la loro economia.

    “Occorre migliorarne la sua conoscenza” ha dichiarato lo scrittore e gastronomo Carlo Catanzaro. “per il cappero il successo più importante potrebbe essere un ingresso
    significativo nelle cucine dei più rinomati locali del mondo. Questo convegno con le sue illustri presenze rappresenta davvero una grande occasione per il suo sviluppo”

    Secondo il presidente nazionale dell’Accademia Italiana della Cucina Giuseppe Dell’Osso l’appuntamento che si apre domani è un opportunità di rilievo per
    valorizzare uno straordinario elemento della cucina mediterranea, che fra l’altro, “è un ideale ponte” fra le gastronomie della Sicilia e della Calabria.

    Non meno importanti saranno gli aspetti culturali e di recupero delle tradizioni che saranno trattati dagli esperti dell’Accademia Italiana della Cucina, le cui iniziative si distinguono
    proprio per la valorizzazione delle origini e della storia di un territorio.

    I lavori si apriranno domani alle 17 con i saluti delle autorità, successivamente il professore Salvatore Ragusa dell’Università di Catanzaro relazionerà sugli
    aspetti botanici del cappero; gli aspetti terapeutici saranno invece trattati dal docente ed accademico prof. Francesco Manichini, su quelli storici relazionerà il prof. Giovanni
    Cupaiolo. La prima giornata si concluderà con la relazione del prof. Giuseppe Barbera dell’Università di Palermo che tratterà la coltivazione del cappero
    nell’isola di Pantelleria.

    Patrizia Casale

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