Pochi giorni di caldo torrido sono bastati per mettere in ginocchio un settore economico già in difficoltà. Caldo e incendi hanno purtroppo vanificato investimenti e lavoro di
anni. Le temperature record di questi giorni, combinate con l’andamento climatico anomalo registrato dall’inizio dell’anno, stanno, infatti, producendo effetti disastrosi su gran parte delle
colture siciliane.

I danni provocati dal gran caldo di questi ultimi giorni si contano su tutti i comparti produttivi e dalla Cia siciliana sono stimati in più di 500 milioni di euro. I comparti più
colpiti la viticoltura, l’ortofrutta, l’olivicolo e la zootecnia. Gli impianti viticoli, già in molte zone colpiti duramente da un incontrollabile e virulento attacco di peronospora,
sono letteralmente arsi dal caldo: l’ondata di calore di questi ultimi giorni ha ulteriormente rallentato se non addirittura bloccato la crescita dei giovani grappoli. Il calo di produzione, si
teme possa raggiungere una media del 40 per cento rispetto alla stagione precedente. Nessuna preoccupazione, invece, sul fronte della qualità dell’uva da vino come testimoniano le
già numerose prenotazioni dei commercianti.

Nel settore ortofrutticolo, il forte rialzo delle temperature ha colpito principalmente gli ortaggi da pieno campo e in serra danneggiando principalmente le produzioni di pomodoro, peperoni e
zucchine.

Il settore olivicolo è tra i settori i più colpiti dal forte vento caldo di questi giorni: ingenti danni si registrano su tutto il territorio dell’Isola. Solo nel Trapanese, ad
esempio, si prevede una perdita di produzione che in alcune zone arriva al 100 per cento. Un danno gravissimo se si considera che il 2007, nella tipica alternanza di produzione della coltura,
si considera di “carica”.

I venti caldi hanno anche colpito gli agrumi nella Piana di Catania e in particolare nelle campagne di Francofone, Lentini e Carlentini la caduta di frutti ha interessato finora più del
30 per cento della produzione. Dalle zone limonicole di eccellenza sono giunti allarmi per la cascola improvvisa dei frutticini che avrebbero dovuto dare luogo alla pregiata produzione di
“primofiore”.

La Cia Sicilia invita gli agricoltori ad effettuare tempestivamente le segnalazioni agli Ispettorati affinché si possa procedere alla delimitazione delle aree danneggiate ed attivare
l’iter per il riconoscimento dei danni e chiede al governo regionale un intervento

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