La Stevia, conosciuta anche con il nome di erba dolce o erba di miele, è una pianta medicinale nativa del Sud America, dove è stata utilizzata per secoli dagli Indiani Guaranti
per dolcificare cibi e bevande. Si è stimato che in Nord e Sud America crescano spontaneamente 280 varietà di Stevia. Comunque, l’unica specie che ha destato un profondo
interesse per le sue proprietà dolcificanti è quella conosciuta con il nome Stevia rebaudiana.

Nonostante gli ostacoli posti dalla sfida delle regolamentazioni che i prodotti ricavati dalla Stevia hanno affrontato nel corso degli ultimi 15 anni, le vendite continuano a salire anno dopo
anno sia nei mercati biologici che in quelli convenzionali. Attualmente, le vendite di Stevia e di tè medicinale con aggiunta di Stevia ammontano a 14.4 milioni di dollari nel canale
biologico, fino al 32 percento in più rispetto all’ anno antecedente. Le vendite totali in dollari sono più basse nel canale convenzionale, ma sono aumentate di quasi il
doppio nello stesso periodo dal 63 percento ottenuto nel corso dell’anno antecedente fino a 3.6 milioni di dollari. (Le cifre si riferiscono alle 52 settimane correnti con termine il 15
Luglio 2006, in riferimento ai dati tratti dai canali biologici e convenzionali dalle analisi dello SPINS).

Dall’America Latina all’Asia , la Stevia da una parte all’altra del mondo viene consumata come un dolcificante naturale, sicuro e non calorico. Per esempio, questa erba
medicinale rappresenta il 40 per cento del mercato dei dolcificanti in Giappone, dove i dolcificanti artificiali sono stati vietati a causa delle severe regolamentazioni alle quali sono stati
sottoposti gli alimenti contenenti additivi. La Stevia è stata usata in Giappone per circa 30 anni senza che siano stati riportati effetti negativi.

La Stevia è quasi completamente priva di calorie e questo la rende un meraviglioso dolcificante naturale da consumare in alternativa ai dolcificanti sintetici non nutritivi come
sucralose, acesulfame-K ed aspartame che molti consumatori di prodotti biologici tendono ad evitare. Stevioside e Rebaudioside A sono due componenti chimici presenti nella Stevia. Insieme,
conferiscono alla pianta un gusto che è da 200 a 300 volte più dolce di quello dello zucchero raffinato, senza un solo effetto collaterale, secondo una estratto del testo
“HerbalGram” di Mark Blumenthal (35:17, 1995).

Oltre ad essere un’ alternativa naturale allo zucchero, la Stevia ha molti altri effetti benefici per la salute che ne fanno un dolcificante ideale per chiunque abbia problemi di glicemia.
Rebecca Wood, autrice di “The New Whole Foods Enciclopedia” (Penguin Books, New York, 1999), ha sottolineato come la Stevia sia stata tradizionalmente usata per mantenere costante
la concentrazione di glucosio, perché diversamente dagli zuccheri raffinati, non causa bruschi aumenti di glicemia. Mantenere costante nel tempo il valore della glicemia è sempre
più importante per i consumatori statunitensi; dimostrazione di questo è l’aumento della vendita di prodotti destinati ai diabetici ammontata ad un totale di quasi 1
miliardo di dollari attraverso i canali di vendita al dettaglio, ed incrementata del 25 percento ( i dati dello SPINS si riferiscono ai canali biologici ed a quelli convenzionali).

Grazie alla sua azione di regolazione sul pancreas, la Stevia favorisce anche una corretta digestione e regola l’appetito. L’uso regolare di questa erba medicinale può essere
di aiuto per ridurre il senso di fame ed il desiderio di dolci o cibi grassi. Inoltre, la Stevia ha un effetto anti- fungicida e può essere utilizzata per combattere le infezioni
fungicide locali come il piede dell’atleta. E’ ideale per chi soffre di candida, poiché non alimenta lieviti o altri microrganismi. Ha anche proprietà antibiotiche e
per questo si è dimostrata efficace nella prevenzione dei disturbi provocati da batteri presenti nel cavo orale, specificatamente carie e disturbi gengivali.

Durante la fine degli anni 80, la Stevia aveva acquistato velocemente slancio come un dolcificante popolare negli Stati Uniti. Più o meno negli stessi anni, una società anonima
presentò un reclamo commerciale alla Food and Drug Administration (FDA), affermando che la Stevia era usata come un dolcificante non approvato nei prodotti di una famosa ditta
produttrice di tè. Di conseguenza,la FDA vietò la sua importazione nel 1991 e cambiò la sua classificazione da alimento ad additivo per alimenti.

Questo cambiamento nella classificazione internazionale dei prodotti fu un colpo per i produttori. I prodotti alimentari non necessitano di un’autorizzazione prima di essere immessi nei
canali destinati alla vendita, poiché sono considerati automaticamente sicuri. Gli additivi alimentari, comunque, devono essere sottoposti a costose indagini e studi tossicologici per
soddisfare i requisiti di sicurezza richiesti dalla FDA. Mentre ai possessori di additivi alimentari brevettati sono garantiti cospicui profitti grazie alla mancanza di competizione sul
mercato, la Stevia non poteva essere brevettata. Appena l’erba medicinale ebbe ottenuto l’autorizzazione ad essere venduta come additivo alimentare, chiunque poteva lavorarla e
venderla sul mercato come dolcificante. Comprensibilmente, i produttori erano riluttanti ad investire milioni di dollari sulla ricerca di un prodotto che non prometteva un profitto
dall’investimento.

Dal 1992, The American Herbal Products Association (AHPA) ha presentato almeno due petizioni al FDA contestando la classificazione della Stevia come additivo alimentare. Anche se le petizioni
erano supportate da dati considerevoli e da ricerche dettagliate che comprovavano l’uso storico e sicuro della Stevia come alimento, la FDA non presentò la petizione nemmeno per
commento pubblico. E’ stato riferito che l’agenzia non era stata soddisfatta delle ricerche presentate adducendo come motivazione che gli studi erano stati condotti al di fuori
degli Stati Uniti e pubblicati in giornali esteri.

Nel settembre, 1995, la FDA ha abolito il divieto esistente da quattro anni sulla Stevia. Tuttavia la reintroduzione della Stevia negli Stati Uniti era stata limitata alle vendite come alimento
dietetico ed era proibito il suo uso come dolcificante ed aromatizzante in qualsiasi prodotto alimentare.

Oggi la Stevia è distribuita in molti negozi di cibi biologici nel reparto integratori. E’ disponibile in molteplici forme, in pacchetti ed in polvere ed anche in forma liquida
naturale o aromatizzata. Nonostante ne sia stata vietata la vendita come dolcificante, i consumatori più competenti acquistano ancora la Stevia per questo uso. Diversamente
dall’aspartame, la Stevia viene esposta al calore del forno in modo stabile fino a 392° F. Tuttavia, il processo di riscaldamento della Stevia non produce le stesse reazioni dello
dello zucchero. Le strutture molecolari dei due dolcificanti sono completamente differenti. Il saccarosio (zucchero) diventerà caramellato quando sarà sottoposto a riscaldamento,
conferendo una particolare colorazione scura ai prodotti cotti in forno ed aiuterà a determinare quando biscotti, dolci o prodotti da pasticceria sono cotti. Al contrario la Stevia non
ha la qualità di caramellare i prodotti. Il tempo di cottura può differire dalle ricette tradizionali, e la quantità dell’ingrediente non è la stessa.
Poiché la Stevia è da 200 a 300 volte più dolce dello zucchero, un cucchiaino da tè può essere sufficiente per ottenere lo stesso potere dolcificante
equivalente ad una tazza di zucchero, dipende dalla forza dell’estratto dell’erba medicinale.

Poiché molti studi si interrogano sulla sicurezza dei dolcificanti non- naturali come sucralose, acesulfame-K and aspartame, la domanda dei consumatori per dolcificanti sicuri e non
calorici sta’ aumentando considerabilmente. Nonostante le regolamentazioni federali che limitano la vendita dei prodotti derivanti da Stevia ad integratori e tè medicinali, questa
erba medicinale continua ad acquistare popolarità in ugual misura sia tra i consumatori convenzionali che tra quelli abituali di prodotti biologici.

Kerrin Rourke è un esperto di prodotti naturali e Sonia Caltvedt il vicedirettore della divisione marketing e comunicazioni dello SPINS nella sede di San Francisco, una società
leader nella ricerca di mercato. SPINS è il principale fornitore di servizi di reporting e consulenza per il settore dei prodotti biologici. L’offerta completa dello SPINS include
servizi di raccolta di dati precisi sulla vendita al dettaglio, reporting basati sul contenuto, informazioni sul consumatore e servizi di consulenza.

www.laleva.org