Torino, 2 Ottobre 2007 – E’ terminato in questi giorni il trasferimento del Centro regionale microcitemie dall’ospedale Sant’Anna/Regina Margherita, dove era fino a questo momento
ospitato, al San Luigi di Orbassano. La decisione dello spostamento del servizio di riferimento per la cura della malattia più comunemente nota come talassemia era stata assunta dalla
Giunta regionale nel dicembre del 2005, in accordo con le direzioni delle due aziende ospedaliere e con l’Associazione Talassemici.

«In Piemonte – spiega l’assessore alla tutela della salute e sanità, Eleonora Artesio – vivono circa 400 persone affette da varie forme di microcitemia, in cura in massima parte
presso il Centro regionale, che ha anche funzioni di coordinamento per l’attività svolta nelle altre aziende sanitarie. La localizzazione era stata scelta sulla base del fatto che i
pazienti, in passato, erano quasi tutti bambini, visto che le possibilità diagnostiche e terapeutiche relative alla malattia e le sue complicanze difficilmente permettevano una
sopravvivenza oltre l’età adolescenziale. In questi ultimi anni, però, si è registrata sia una progressiva diminuzione delle nascite di bambini talassemici, ottenuta grazie
all’incessante opera di prevenzione ed educazione sanitaria sulle persone a rischio e alla diagnosi prenatale, sia un allungamento della vita dei soggetti malati (ora è normale superare
l’età di 35-40 anni).

A seguito di questi fenomeni, si è venuta a creare una situazione per cui oltre l’80 per cento dei pazienti che afferivano al Centro del Sant’Anna era costituito da adulti, con
conseguenti problemi di carattere sia strutturale sia clinico, nonché notevoli disagi per gli utenti. Di qui la necessità di ricollocare il Centro in un ospedale per adulti,
dotato di tutte le specialità e i servizi di supporto necessari e soprattutto di spazi più adeguati. Così, a seguito di una serie di valutazioni relative in particolare
alla connotazione clinica del San Luigi, alla presenza al suo interno dell’Università – da cui dipende il Centro microcitemie – e alla disponibilità di una superficie adatta,
è stata assunta la decisione dello spostamento ad Orbassano, con incarico alla direzione generale dell’azienda ospedaliera di provvedere ai lavori di ristrutturazione, messa a norma e
arredamento dei locali individuati e quindi di organizzare il trasferimento, garantendo ai pazienti la piena continuità assistenziale».

Un lungo processo, quello delineato, giunto a conclusione proprio in questi giorni, con il definitivo avvio di tutte le attività svolte dal Centro (prestazioni ambulatoriali, ricoveri
ordinari e in day hospital, esami specialistici, oltre all’attività di ricerca svolta dall’Università) nei nuovi spazi allestiti al terzo piano del primo padiglione del San Luigi,
dove il servizio può disporre di circa 900 metri quadrati.