26 giugno 2007 – Francesco Carlini (Comitato Medico Scientifico) – L’ondata di calore estivo costituisce per alcune persone , soprattutto nelle fasce di popolazione più debole ,
come bambini, anziani, portatori di patologie, uno ‘stress ambientale ‘ notevole.

In città come Terni, Umbria, in cui vivo, le temperature possono raggiungere facilmente i 35-38 ° C, per alcune settimane in un anno. Non è infrequente vedere il termometro
superare i 40 gradi centigradi. Se si considera l’eventuale aggravamento rappresentato dalla umidità relativa dell’aria (l’umidità dell’ aria), che può raggiungere valori
elevati fino a 70-80 %, il fattore calore sé una fonte di disagio notevole. Si ricordino le olimpiadi di Atlanta in Georgia , di alcuni anni or sono, dove l’umidità (fino al 90%),
associata alla elevata temperatura, costituì un serio impedimento per alcune attività, principalmente gli sport di fondo, che comportano uno sforzo prolungato. La attività
lavorativa quotidiana , per alcuni, si presenta in maniera simile ad uno sport di fondo. Non tutti sono in ufficio con l’aria condizionata, parte della popolazione vive e lavora all’aperto
(agricoltori,lavoratori dell’edilizia, viaggiatori e distributori del commercio, addetti ai servizi pubblici di vario genere sul territorio, forze dell’ordine, vigili del fuoco, operai e
tecnici delle manutenzioni, ecc. ecc.) . Essere all’aperto , in estate, lo so perché ho un passato giovanile di sportivo ciclista, essere all’aperto in estate , e fornire una prestazione
, un lavoro,con più di 30 gradi di temperatura può non essere per niente facile nella stessa maniera di quando ci sono 10 o 20 ° C.

La costituzione individuale , che generalmente si rileva dalla complessione fisica, è un fattore che può facilitare o ostacolare la resistenza al caldo. La costituzione, secondo
l’Ayurveda (la antica medicina tradizionale indiana), è un fatto che si stabilisce alla nascita , con la combinazione del patrimonio genetico del padre e della madre. Tale Costituzione o
Prakriti, non cambia più per tutta la vita. quindi anche la resistenza al caldo e al freddo è ‘strutturale’. Il fatto che un individuo possa ingrassare o dimagrire, indebolirsi o
irrobustirsi, migliorare le sue performance psico-fisiche con l’allenamento o con scelte opportune, tutti questi fatti che cambiano la percezione che abbiamo di noi stessi o degli altri, si
accompagnano a una immutabilità della costituzione psico-fisica.

Un po’ come un autoveicolo che quando esce da una fabbrica è quello, con le sue caratteristiche e il suo libretto di circolazione: un’anima spirituale eterna, una Persona, riceve quel
certo corpo. La costituzione o “swarupa” (forma eterna di ogni anima , solo Dio la conosce) , dietro l’apparenza del corpo fisico
.Detto forse un po’brutalmente, “Tutti vedono i veicoli” ma nessuno vede i ‘Piloti’, le anime, le persone eterne. Il corpo fisico in sanscrito è denominato Iantra. “Iantra arudhani
mayaia” , significa che siamo “dotati di una macchina fatta di energia materiale”. Con diverse attitudini quindi anche nella tolleranza e adattabilità ai differenti climi o
ambienti.
Sapendo questo, che siamo distinti dal corpo fisico temporaneo che dura al massimo cent’anni per ogni vita, sapendo questo , perdendo una identificazione ‘patofila’ e ossessiva con il corpo e
cioè sapendo che siamo l’anima, in accordo a tutte le tradizioni sapienziali cristiane e non cristiane, vishnuite , buddhiste, islamiche, ebraiche e perfino animiste, sapendo di essere
Soggetti Spirituali e non un semplice veicolo fisico, sapendo questo, la tolleranza al calore estivo migliora di un qualche ‘grado’.
Per giungere allo specifico per quelli vincolati al ‘pratico’ ( come se la consapevolezza spirituale non fosse pratica…), parliamo del potere calorico del cibo.
La nutrizione vegetariana è vantaggiosa per il suo potere adattogeno nei confronti del clima. I grassi animali come cibo, comportano un aggravamento dello sforzo metabolico di
alleggerimento , di detossificazione che accompagna la vita nei climi caldi. Detto in parole meno ‘medicalesi’, intendo dire che il vegetariano, non solo è uno che non mangia cibo carneo
o pesce, che non s i nutre di sangue ma è una persona che si sforza di seguire le indicazioni della natura e della sana tradizione umana per nutrirsi del cibo giusto al momento giusto.
Si potrebbe obbiettare che il pesce è un cibo adatto per i climi caldi. possiamo rispondere che come alimento di emergenza e’ meno penalizzante della carne in climi molto caldi, ma
è un alimento svantaggioso , soprattutto se consumato non fresco e soprattutto se si vuole conseguire uno status di esistenza superiore, una emancipazione nella civilizzazione. Se siete
eskimesi, che Vi posso dire, migrate più a sud, ma non cambiate il pesce con l’hamburger , sarebbe come dalla padella nella brace.
Per essere pratici, un maratoneta della maratona dei vegetariani non farà un ‘pieno di latte e mele’ prima della corsa ma si nutrirà di cereali, prodotti preparati con grano,
riso, tre ore prima della gara, e poi, durante la gara ,assumerà regolarmente a intervalli, alimenti facili da digerire e in piccola quantità, insieme a liquidi forniti di un
sufficiente apporto di sali minerali.

A questo punto parliamo del potere ‘termogenico’ degli alimenti. Secondo la medicina occidentale contemporanea , si mette una certa quantità di cibo in una macchina , la si ‘brucia’ fino
a che rimangano le ceneri del cibo , e si misura, ‘quante calorie contiene 100 grammi di quell’alimento’. La macchina è detta la ‘bomba calorimetrica’
Sono i numeri che trovate sulle confezioni al supermercato : 150 Kcal, 360 Kcal, 80 Kcal. Il pane fornis ce pressappoco 340-360 KCal, dipende dalla percentuale d’acqua che contiene e se
è un ‘pane comune’. Se è un ‘pane regionale’ condito o arricchito con olio di oliva, sesamo, e vari ingredienti , la sua capacità calorica aumenta. Alcune confezioni di
cereali in barrette che usano gli sportivi, può raggiungere e superare le 400 Kcal per ogni cento grammi, per la presenza di olii e grassi. Basta prendere una qualsiasi tabella
nutrizionale ,da un libro ,da una rivista o quello che sia (da internet), per divertirsi a vedere ‘quante calorie apporta per ogni cento grammi di alimento un certo tipo di cibo.
E dovremmo aver risolto: in Estate cibi con poche calorie, nella stagione fredda cibi con molte calorie.
In effetti è così, il buon senso o senso comune dovrebbe bastare E può bastare.
Gli animali hanno l’istinto, quello che fa per loro lo Spirito Santo. La cultura, un certo tipo di cultura figlia dei tempi, ci gioca a volte un brutto scherzo:meno orientati degli animali,
siamo frugivori e certe culture ci vorrebbero ‘onnivori’. Onnivori dove? Onnivori quando? Siamo in guerra , al ‘the day after’? Il giorno dopo di che cosa? Il giorno dopo che abbiamo perso la
sapienza che viene da Dio?
Ogni vegetariano, ogni persona attento alla saggezza popolare , si nutre in Estate di cibi freschi, ricchi d’acqua, verdure e ortaggi e frutta.

Soprattutto crudi
Perchè? Perchè il corpo umano è formato per circa il 60% di acqua ( con varianti costituzionali in più o in meno che raramente si considerano). Il Bambino ha una
percentuale di acqua maggiore dell’adulto e l’adulto anziano o molto anziano ha un corpo con una percentuale d’acqua ancora minore.
Questo significa che dobbiamo reintegratre la quantità di acqua perduta con il sudore, l’urinazione, la traspirazione e le deiezioni solide. In estate la sudorazione oltre che la
traspirazione, aumenta incredibilmente.Uno sportivo in poche ore di esercizio può perdere litri di sudore. Un ciclista del Giro d’Italia o del Tour de France (luglio) può perdere
3-5 litri di sudore. Un ciclista in una tappa durissima può bere fino a 10 borracce da mezzo litro (5 litri totali).
Queste considerazioni sono molto pertinenti perché l’impegno quotidiano nel lavoro, se è un impegno muscolare soprattutto, dovrebbe essere programmato o studiato come una specie
di ‘prova sportiva’.Il duro lavoro dei campi ordinario o dell’edilizia non è così lontano da quello di uno sportivo di uno sport di fondo. La Disidratazione o la ‘crisi di fame ‘
(calo della glicemia o calo degli zuccheri), non interessa solo un atleta impegnato in una competizione agonistica, può interessare chiunque. Le dimensioni e gli effetti sono più
‘eclatanti’ nello sport, ma sono presenti anche nella vita.

Nella vita come nello sport…
Una nutrizione casuale per qualità, quantità e tempi , fornisce ‘risultati casuali’ non sempre eccellenti. Ci sono persone, soprattutto anziani, che stanno male perché
saltano un pasto (generalmente la colazione ) o perché sono disidratati con valori di magnesio , sodio, potassio completamente alterati.
Non c’è li la mamma o il papà o la nonna , che provvedono di cibo il bambino… e ognuno… diventa indipendente e… corre… corre… corre…
Cosa insegna lo sport: i rifornimenti!!!

Il potere termogenico degli alimenti:
chi si farebbe un bel piatto di lenticchie per il pranzo di Ferragosto? Nessuno spero, a meno che non voglia tentare la scalata della parete nord del Cervino… In estate si usano i legumi
freschi, i fagioli da sgranare, ancora nel loro baccello. Perché? Perché contengono più acqua, meno calorie, mentre i legumi secchi,disidratati, contengono poca acqua e
molti amidi e proteine. Gli amidi e le proteine si trasformano in calore, l’acqua no. Quindi in estate i legumi freschi (fagioli, piselli) e in autunno-inverno i legumi secchi (lenticchie,
ceci, fagioli secchi).

La soia è un “jolly”. Un “jolly” perché?
Perché preparato secondo le modalità delle tradizioni da cui proviene , India soprattutto, la Soia dovrebbe entrare come ingrediente nella composizione di preparazioni.
Non si fa un piatto di soia lessa come si fanno le lenticchie. La soia contiene fin oltre il 35-40% di proteine di alto valore biologico , molto più che i legumi secchi nostrani, che
arrivano massimo al 22%, per cui la soia, avendo un elevato potere nutritivo e anche calorico va accompagnata o diluita con altri ingredienti della preparazione. Per fare un esempio : il DAL o
zuppa di verdure e soia, di consistenza liquida e omogeneizzata come un minestrone o una zuppa o una crema di verdure. Dalla percentuale di SOIA contenuta, 20 o 50% esempio, rispetto a bietole,
patate, carote, ecc. , dipende il contenuto proteico del DAL e anche il suo potere calorico:meno soia meno calorie, più soia più calorie.
Anche il potere ‘termogenico, di scaldare il corpo , dipende dalla percentuale di soia o di legumi di un a zuppa o di un minestrone. Il contenuto di calorie degli erbaggi o foglie verdi
è irrilevante.
Così, nella tradizione indiana , il Dal o zuppa di soia , insieme al Kirtri , riso e soia, è la fonte standard di proteine.
Un etto di grano ( pasta, pane, kus-kus) e un etto di riso , farro, orzo, avena hanno lo stesso potere calorico o lo stesso potere termogenico (di apportare calore all’organismo?). Cosa
dite?
No, in estate è preferibile il riso, è l’alimento più adatto al clima caldo. Per i cultori del sapere, che ‘il riso vive nell’acqua ed è sotto l’influenza della Luna
, che secondo l’Ayurveda è un astro che ha potere ‘rinfrescante’…va bene , va bene si può sapere …e anche che , secondo l’Ayurveda dopo un a ustione solare , insieme ad altre
misure idonee ,giova pure esporsi alla radiazione lunare ,che neutralizza gli effetti di una eccessiva esposizione al Sole.
Il grano o frumento scalda più del riso
Per cui , in estate, diminuire la quantità di frumento (pasta,pane, pizza, dolci di farina) e aumentare la quantità di riso e derivati.
L’avena e l’orzo , che vanno benissimo per i climi freddi o temperati non andrebbero utilizzati in estate. Tutte queste notizie , ‘cum grano salis’ ovviamente. Cerchiamo di non diventare degli
‘allucinati neofiti della nutrizione’ , stiamo con i piedi per terra.

Digiunando e idratandosi si soffre meno il caldo
Dovrebbe sembrare ovvio ! E allora perché qualcuno continua a mangiare anche quando sta in ferie come se fosse un cavallo da tiro?
Almeno ogni due settimane un giorno di digiuno attenuato a sola frutta è una cosa impossibile?

Ricapitolando , con il caldo:
1 Aumentare la introduzione di liquidi.
2 diminuire la quantità totale dei cereali , degli zuccheri semplici e amidi, quindi meno pane, pasta, cereali. Meno significa tre fette di pane al giorno se in inverno ne consumate
sei.
3 Aumentare la quantità di frutta, ortaggi e verdure che contengono ‘acqua biologica’ che è accompagnata da nutrienti minerali che sono necessari in estate a causa della aumentata
sudorazione. (le albicocche delle pendici del Vesuvio contengono circa duecento micronutrienti che non possono essere forniti da nessun integratore in compresse o bustine e in più il
‘prana’, l’energia vitale, degli alimenti freschi (che non risulta mai in alcuna tabella nutrizionale nelle composizioni centesimali)
4 Aumentare la quantità di cibi crudi rispetto ai cibi cotti. L’Ayurveda consiglia: 60% cibi crudi ,in Estate (e 40% cotti), 60% cibi cotti, in inverno ( e 60% cotti).
Quindi in estate più insalate e in inverno più zuppe, ad esempio.
5 Assumere cibi a potere raffreddante.
Quali sono i cibi a potere raffreddante? Nella macrobiotica consigliano il miglio, per abbassare la temperatura soprattutto in caso di febbre. Dopo una esposizione prolungata al Sole Estivo,
per quanto riguarda la cute, la situazione non è molto migliore (eritema è quasi un ‘febbre superficiale’, ‘pitta dosha’, dove le cellule immunocompetenti del sangue e del
connettivo , producono sostanze infiammatorie, per un tentativo di riparazione del danno prodotto dalla quantità esuberante di radiazione solare assorbita.

Quali sono i cibi del clima caldo?
Frutta acquosa, verdure acquose, riso, yogurt e alcuni preparati del latte come il gelato.
Frutta acquosa è l’uva,la susina, la pesca, il melone, l’anguria e anche la pera.
Frutta meno acquosa come la mela,la banana è necessaria per l’apporto di vitamine e sali minerali. Alcuni frutti, come le pesche o le albicocche in differenti condizioni di coltivazione
e maturazione possono essere differenti sia al gusto sia per il contenuto di nutrienti e di acqua. La frutta va mangiata matura.

Il pomodoro, secondo alcuni è un frutto, va mangiato rosso.
Il pomodoro verde non giova alla salute quanto il rosso e se è proprio ‘troppo verde’ può essere dannoso, quanto le patate germogliate.

In India quando fa molto caldo bevono il Lassi, che è una preparazione di yogurt diluito con acqua e altri ingredienti di condimento. Almeno 4/5 di acqua, qualcosa di simile allo
‘yogurt’ liquido che si vende a caro prezzo in bottiglia al supermercato. Preparatevelo da soli.
In India, quando fa molto caldo, potendo, bevono il latte di cocco,che sicuramente è meglio di tanti integratori salini industriali in commercio, che possono andar bene per l’emergenza ,
ma non dovrebbero essere la regola.
I succhi di frutta del commercio contengono , salvo rare eccezioni, il glucosio aggiunto.
Il glucosio provoca un impennata della glicemia e poi un ‘rebound’ di ipoglicemia più tardi. Ipoglicemia significa ‘essere in stato confusionale, con deficit di memoria, debolezza, crisi
d’ansia, fino al tremore e sudorazione fredda. Accade a volte ad anziani in fila alle poste ‘che nessuno sa cosa fare’. Se lo chiedete lo rispondono che sono digiuni , ed è mezzogiorno.
Date loro del cibo: un’altra persona.
All’aumentare della glicemia aumenta la forza e il coraggio.
Il Glucosio aggiunto nelle bevande Può andar bene per le crisi di ipoglicemia e per gli atleti degli sport di fondo (che vanno incontro anch’essi ad ipoglicemia per lo sforzo strenuo,
cioè per l’aumentato consumo, come i motori da corsa che hanno bisogno di più ‘ottani ‘ nella benzina. Per la vita quotidiana un additivo industriale di glucosio aggiunto non va
bene. Fa sviluppare il diabete mellito, soprattutto ai sedentari. Prendete i succhi di frutta ‘biologici’ senza glucosio e additivi. Se volete il glucosio, pe qualsiasi ragione, prendete il
succo d’uva, lì c’è il glucosio naturale come dio l’ha fatto e ‘confezionato’ nell’uva. Fatevi i succhi da frutta fresca, è meglio.
Un esperimento: se volete, un giorno e poi il giorno dopo , in due giornate con 30-35 gradi di temperatura, fatevi un menù invernale il giorno prima (cereali, lenticchie, legumi secchi,
dolciumi, dolciumi grassi, ecc) e un menù estivo il giorno dopo ( colazione di frutta, yogurt,pochissimi cereali; pranzo di insalata di verdure, pomodori, sedano,qualche poca frutta
secca, pinoli, noci, anacardi nell’insalata o 5 ciliege di mozzarella; fuori pasto di gelato o frappè o macedonia e cena leggera ,con pochissimi cereali,
zuppa di verdure (non bollente, meno che calda), legumi freschi accompagnati da verdure od ortaggi cotti ( i cibi cotti vanno meglio la sera quando la temperatura dell’aria si è
abbassata). Valutate,valutate nelle due giornate , la prima e la seconda, qual’e’ la vostra percezione soggettiva o sensazione di caldo con le due differenti diete? Provate!

Personalmente ho fatto la ‘controprova’: nutrirsi in inverno con insalata di cetrioli condita con yogurt invece che con olio, tanta insalata e pochi cereali: sensazione di freddo esagerata.
Così come è immediata la percezione “ho meno caldo”, in un a afosa giornata estiva affrontata con solo frutta acquosa, yogurt, lassi, ortaggi acquosi, verdure crude.
Per molte settimane non è consigliabile astenersi dai cereali; neanche per una settimana sola. Per integrare l ‘assenza dei cereali può sopperire per un certo periodo la frutta
secca oleaginosa (mandorle, noci , nocciole,anacardi, pinoli, ecc.).
Le costituzioni ‘pitta e kapha’ che soffrono un po’ più il clima eccessivamente caldo, non possono consumare quantità di frutta secca che possa paragonarsi alla quantità di
calorie fornite dai cereali . Inoltre un eccesso di frutta secca può determinare affaticamento del fegato e stipsi.

I cereali sono insostituibili
In condizioni ordinarie (cioè in periodi di clima temperato ,quindi non straordinariamente caldi), i cereali devono costituire circa il 60% dell’apporto calorico quotidiano. In periodi
di “emergenza caldo” tale regola può subire una deroga, con la diminuzione dell’apporto di cereali e l’aumento di frutta e yogurt e gelati (per i non vegan.)
La moderna alimentazione industrializzata standardizzata Che non tiene conto delle variazioni climatiche stagionali ( il ‘fast food all’hamburger e patatine fritte tutto l’anno), è un
elemento di degradazione della cultura alimentare collettiva.
La acquisizione di nuove conoscenze sapienziali (più che scientifiche in senso industrialistico e mercenario), cognizioni assolute e immutabili sulla nutrizione,come quelle portate
dall’ayurveda, e contenute in diverse tradizioni in vario modo, queste nuove cognizioni, cognizioni di causa ed effetto, ci possono aiutare a superare molte difficoltà , anche il ‘clima
torrido’.
Infine non dimentichiamoci che, l’acqua, dell’acquedotto, è a circa 15 ° C. Potendo, per fortuna, disporre di acqua corrente, non appena beviamo o facciamo una doccia, il corpo a
37°C scambia calore con l’acqua.
Il corpo allora si raffredda disperde calore e cede calore all’acqua che è a 15°C. Per cui, potendo e sforzandosi, non sarebbe male fare due o tre rapide docce fresche ogni giorno,
nel periodo critico.
A cosa serve lamentarsi e non agire? Agite!

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