Il computer traduce il “linguaggio” dei bambini

Il computer traduce il “linguaggio” dei bambini

Da oggi il computer è in grado di analizzare i suoni dei neonati e di tradurli, a beneficio degli adulti. In questo modo, sarà più facile capire le emozioni dei piccoli e
curargli meglio.

Il merito è di una ricerca del Muroran Institute of Technology (Hokkaido, Giappone) diretta dal dottor Tomomasa Nagashima e pubblicata sul “International Journal of Biometrics”.

Il team di Nagashima ha sottoposto tutta la gamma di suoni dei bebè all’azione di decodifica di un potente computer. Gli scienziati affermano così di essere in grado di capire con
precisione il significato dei suoni e delle emozioni usati dai bambini per “parlare” al mondo esterno.

Allora, passo successivo sarà la creazione di un monitor portatile, che verrà appeso al collo del bebè per tradurre in tempo reale ai grandi il suo modo di comunicare.

Spiega infatti Nagashima: “Nessun manuale, purtroppo, aiuta i genitori nel comprendere cosa vogliano dire i pianti del bimbo. Il baby monitor potrebbe un giorno tradurre il pianto del bimbo, in
modo che i genitori sappiano con precisione se il loro bimbo ha sonno, fame o avverte dolore”.

Fonte: Xinping Wang, Tomomasa Nagashima, Kentarou Fukuta, Yoshifumi Okada, Masahiro Sawai, Hidenori Tanaka, Takashi Uozumi, “Statistical method for classifying cries of baby based on
pattern recognition of power spectrum”,
International Journal of Biometrics 2010, doi:10.1504/IJBM.2010.031791

Matteo Clerici

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