Il Consiglio dei Ministri ha iniziato l’esame dello schema di decreto legislativo presentato dal Ministro della Salute Livia Turco per l’istituzione degli ordini e degli albi delle professioni
sanitarie infermieristiche, ostetrica, riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione.

Con questo provvedimento, il cui esame da parte del Governo sarà completato entro il prossimo 4 marzo, si da piena attuazione a quanto previsto dalla legge 43 del 2006 in materia di albi
e ordini professionali.
Le nuove disposizioni riguardano oltre 530 mila professionisti sanitari, articolati in 22 professioni sanitarie, che saranno d’ora in poi soggetti alla disciplina ordinistica a garanzia della
correttezza dell’esercizio professionale e del rispetto delle regole deontologiche nei confronti degli assistiti.

Il decreto legislativo prevede infatti l’istituzione di tre Ordini professionali:
? l’Ordine nazionale degli Infermieri cui si stima saranno iscritti 328.500 infermieri;
? l’Ordine nazionale delle Ostetriche e delle Professioni sanitarie della riabilitazione per un totale stimato di 97.700 iscritti;
? l’Ordine nazionale delle Professioni tecnico-sanitarie della prevenzione per un totale stimato di 105.800 iscritti.

Agli Ordini viene riconosciuta la natura di enti pubblici non economici, sottoposti alla vigilanza del Ministero della Salute e con autonomia patrimoniale, finanziaria, statutaria e
regolamentare.
I tre Ordini si costituiranno in altrettante Federazioni nazionali mentre all’interno di ciascun Ordine è prevista l’articolazione delle 22 professioni in Albi provinciali, che saranno
comunque soggetti alle disposizioni dei codici deontologici approvati dalle Federazioni nazionali dei tre Ordini professionali di riferimento.

Gli statuti degli Ordini e delle Federazioni dovranno attenersi a una serie di principi tra i quali: democraticità nelle procedure di elezione degli organi; non discriminazione per
motivi religiosi, sessuali, razziali, politici o relativi ad altra condizione personale o sociale; la partecipazione effettiva alla vita dell’Ordine delle professioni meno rappresentate nel
Consiglio direttivo; la leale collaborazione con lo Stato e gli altri Enti pubblici; la separazione della funzione di indirizzo politico dalla gestione amministrativa.
E’ inoltre prevista l’incompatibilità tra cariche ordinistiche e qualsiasi altra carica esecutiva in partiti, sindacati, enti previdenziali e incarichi di governo nazionale o locale.

Per l’iscrizione agli Ordini sarà indispensabile un titolo universitario o equipollente o equivalente mentre sono previste specifiche norme per l’esercizio professionale dei
professionisti comunitari ed extracomunitari.
Il decreto stabilisce infine le attività riservate alle 22 professioni sanitarie inserite nell’ambito dei tre Ordini.