Cremona – Grazie alla decisione della minoranza di non abbandonare l’aula, il consiglio provinciale ha approvato il Piano rifiuti, la maggioranza infatti, data l’assenza
forzata del presidente Giuseppe Torchio e di tre consiglieri, non avrebbe potuto garantire il numero legale.

E alla minoranza sono andati i ringraziamenti di Cesare Mainardi (Partito democratico), dell’assessore Giovanni Biondi e del presidente del consiglio Roberto Mariani, che hanno sottolineato il
senso di responsabilità istituzionale che ha consentito l’approvazione di uno strumento importante per il territorio.

In apertura di seduta il presidente Mariani ha ricordato le sette vittime degli incidenti avvenuti sull’Autostrada A21 venerdì scorso, causati dalla nebbia fitta. Mariani ha espresso la
vicinanza dell’istituzione alle famiglie delle vittime, ed ha sottolineato il grande impegno di tutti coloro che si sono adoperati nei soccorsi, a partire dal direttore generale della stessa
autostrada che, pur coinvolto in uno degli incidenti e ferito piuttosto seriamente, ha coordinato telefonicamente la macchina dei soccorsi, per i quali sono stati mobilitati anche numerosi
volontari della protezione civile coordinati dalla Provincia.

Il Piano rifiuti è stato presentato da Barbara Pisaroni e dall’ing. Mazzolini del settore Ambiente, dal consulente dottor Manti e dall’assessore Giovanni Biondi. Sono stati ribaditi gli
obiettivi del Piano, che riguardano la riduzione progressiva della produzione di rifiuti, la riduzione del conferimento in discarica, l’incremento della valorizzazione dei rifiuti non
riciclabili per la produzione di calore ed energia.
Importante l’aspetto degli impianti necessari al raggiungimento degli obiettivi. Una discarica è ancora necessaria, pur in un’ottica sempre più residuale. E la scelta è
stata per l’ampliamento dell’attuale discarica di Malagnino, consapevoli, ha sottolineato Biondi, che il patto sottoscritto con quelle comunità era diverso, ma anche del fatto che negli
anni le condizioni sono cambiate e oggi l’ampliamento è la scelta più praticabile sotto ogni punto di vista. Il Piano stabilisce chiaramente, però, che questo sarà
l’ultimo ampliamento possibile.
Necessario anche il termovalorizzatore, con un impegno a un costante ammodernamento sotto l’aspetto di efficienza energetica come di impatto ambientale.

Scelte fondamentali e qualificanti sono invece quelle che prevedono la realizzazione di un impianto di pre trattamento dei rifiuti indifferenziati, cioè quelli che restano dopo la
raccolta differenziata, che a loro volta possono essere nuovamente selezionati e in parte riutilizzati, e i due impianti per il trattamento dei vegetali. Infine è prevista una discarica
per rifiuti speciali, da destinare prevalentemente alle necessità di smaltimento delle scorie derivanti dalla lavorazione dell’acciaio. Non è ipotizzata invece, nel Piano, alcuna
discarica per l’amianto, vista la scarsa produzione provinciale di questo tipo di rifiuto.

Il consulente Manti ha parlato di un piano ambizioso perché non solo si propone obiettivi numerici importanti, seppur raggiungibili, quali il 64% di raccolta differenziata entro il 2011,
ma soprattutto perché parla al territorio, al suo sviluppo, rendendolo più attrattivo in quanto offre un servizio di qualità elevata in un settore delicatissimo per le
imprese. Secondo Manti la Provincia può esser orgogliosa del piano che ha elaborato e che prosegue sulla strada dell’eccellenza che in questi anni ha visto la provincia di Cremona
all’avanguardia nazionale. Il Piano inoltre recepisce le indicazioni dell’Unione europea ed è coerente con gli obiettivo del protocollo di Kyoto.
Gli interventi hanno sottolineato la necessità di raggiungere i risultati prefissati soprattutto in termini di omogeneità di comportamento da parte dei Comuni.

Il consigliere Pierfranco Patrini (Udc) ha criticato quello che ha definito il «conflitto di interesse» dell’Aem, che guadagna di più quanto più brucia e sotterra, ed
ha avanzato il timore che ciò possa frenare la raccolta differenziata soprattutto nel comune di Cremona.
Il voto delle minoranze è stato di astensione soprattutto sotto l’aspetto politico. I contenuti del Piano sono stati infatti definiti condivisibili, ma «questa maggioranza – ha
affermato Patrini sostenuto da Giuseppe Fontanella di Forza Italia – ha mostrato la sua debolezza nella concretizzazione delle azioni su queste tematiche.
La sostanziale condivisine dei contenuti del Piano è stata sottolineata nella replica dall’assesore Biondi, il quale ha valorizzato la costituzione di un Tavolo tecnico-politico con le
amministrazioni locali e le aziende di gestione dei vari servizi proprio per monitorare e stimolare l’applicazione integrale del piano.

I consiglieri Pierluigi Tamagni e Sandro Gugliermetto (Partito democratico) hanno ritirato l’ordine del giorno in merito allo sviluppo della raccolta differenziata a Cremona e
all’ammodernamento dell’inceneritore, in quanto, hanno affermato, «è stato raggiunto il risultato che volevamo perché la giunta ha fatto proprie le nostre
raccomandazioni.
Il consigliere Andrea Ladina ha acconsentito che la sua mozione che chiedeva di raggiungere l’obiettivo del 70% di raccolta differenziata venga discusso, con gli emendamenti da lui stesso
proposti, nel prossimo consiglio.
Infine il voto: prima si è proceduto alla votazione dell’emendamento presentato da Anna Riccardi e Giovanni Scotti (Partito Democratico) che stabilisce la distanza minima delle nuove
discariche da quelle esistenti, attive o dismesse, in 5 chilometri. Hanno votato a favore la maggioranza e la Lega (18 voti a favore), mentre si sono astenuti gli altri gruppi di
minoranza.
Il voto sul Piano ha invece raccolto i voti favorevoli dei soli consiglieri della maggioranza (15), mentre tutte le minoranze (10) si sono astenute.