«Il Governo non firmi la retromarcia sull'Ocm vino»

Il Governo italiano non firmi una riforma dell’Ocm che non cambia nulla, ma che anzi ci riporta indietro a una vecchia vitivinicoltura, ampiamente superata, che mette a rischio paesaggi,
qualità, diminuendo anche la nostra competitività sui mercati internazionali. A richiederlo è l’Associazione Nazionale Città del Vino, che giudica molto
negativamente il recente documento di indirizzo approvato dalla Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo per la riforma dell’organizzazione comune di mercato del vino. Il documento
prevede infatti la retromarcia sul divieto di zuccheraggio, la retromarcia sull’aiuto ai mosti, la retromarcia sulle distillazioni, che rientrerebbero dalla finestra delle enveloppe nazionali.
In questi mesi, sottolinea Città del Vino, tanto rumore per nulla. Un esempio? Si è parlato per mesi di eliminazione degli aiuti allo zuccheraggio. La votazione in Commissione
è stata ampiamente contraria con questi dati: 30 voti a favore, 5 contro e un’astensione, un risultato che la dice lunga.

«Uno dei punti principali previsti dalla riforma Ocm, cioè lo spostamento delle risorse dagli aiuti di crisi allo sviluppo dei territori rurali e alla competitività delle
imprese, con la nuova posizione viene meno – dichiara il presidente di Città del Vino, Valentino Valentini -. Permangono invece tutte le misure, come gli estirpi, che mettono a rischio
di estinzione parte del paesaggio vitivinicolo italiano ed europeo. Rimane inoltre il rischio di rompere il binomio vino-territorio con la nuova classificazione dei vini proposta, che fa
sparire Doc e Docg. Crediamo che la guida per il governo debbano essere le posizioni già assunte dalle commissioni Agricoltura di Camera e Senato».

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