Il Consiglio dei Ministri, a seguito di una procedura aperta dalla Commissione UE, ha recentemente approvato l’abrogazione di norme della legge 204/2004, a suo tempo varata dal Ministro
all’agricoltura Alemanno nel Governo Berlusconi.

Sono state abolite in particolare quelle norme che prevedevano: -la classificazione merceologica della carne di vitello; -l’indicazione obbligatoria nelle etichette dell’origine dei prodotti
alimentari; -l’indicazione nelle etichette dell’olio del luogo di coltivazione e di molitura delle olive.

E’ un ritorno alla preistoria che dà via libera alla falsificazione dei prodotti alimentari italiani con derrate spesso di dubbia qualità e igiene. Adesso ci aspettiamo un’
invasione di olio tunisino o spagnolo spacciato per olio umbro; pomodoro cinese usato al posto dei pomodori locali; prosciutti camuffati da italiani ma ottenuti da maiali allevati in Olanda.

Il Governo Prodi, inoltre, ha inserito nella legge finanziaria un articolo che definisce “italiani” tutti i prodotti purché chi li fabbrica sia italiano. Significativo l’esempio
dell’olio: una “storica” e famosa Ditta toscana è stata rilevata dagli spagnoli, che comprano le olive in Siria; però i consumatori acquisteranno un prodotto pensando sia
italiano.

La cancellazione di queste norme vanifica il lavoro attento e qualificato svolto in questi anni dai produttori anche orvietani “di nicchia”; alcune Amministrazioni pubbliche avevano puntato
proprio sul pregio dei prodotti tipici locali come olio e vino anche per incentivare il turismo.

Il Governo dovrebbe difendere invece gli interessi dei consumatori e delle produzioni specifiche dei territori davanti alla Corte di Giustizia Europea.

www.orvietonews.it