Ma chi l’ha detto che i latticini andrebbero limitati nelle diete dimagranti? In realtà, come per molte altre questioni, le voci che si avvicendano sono tante, diverse e spesso in
contrasto tra loro: c’è chi afferma una cosa e chi, invece, sostiene il suo esatto contrario.
Stavolta ad essere al centro del dibattito è il latte e il ruolo attivo che, stando a quanto dicono alcuni esperti, eserciterebbe nel processo di dimagrimento.

Nel latte, infatti, pare sia presente una molecola capace di favorire il dimagrimento.
Ad affermarlo sono i dati di uno studio clinico condotto dall’Università di Pavia, che ha scoperto le doti “miracolose” del Glicomacropeptide (Gmp), una piccola molecola contenuta nel
siero del latte. Gli studi effettuati hanno dimostrato che l’efficacia di una normale dieta ipocalorica aumenterebbe ben del 40% grazie a questa sostanza che si forma durante la lavorazione del
formaggio e riesce a modulare naturalmente lo stimolo della fame.
Un taglio netto con quello che si è per anni affermato a proposito della carica energetica del latte e dei suoi derivati.

Lo studio clinico è stato condotto su un campione formato da due gruppi di persone con maschi e femmine in egual numero. Il primo, composto da dieci volontari, è stato sottoposto
per due mesi ad una dieta moderatamente ipocalorica; il secondo gruppo, oltre a seguire la stessa alimentazione dell’altro, ha assunto degli integratori contenenti estratti vegetali e
Glicomacropetide.

Dopo due mesi di trattamento, i risultati hanno dimostrato un’alta incidenza dell’assunzione del Gmp sugli esiti del test. I soggetti che hanno abbinato, infatti, alla dieta gli integratori,
hanno registrato una perdita di peso superiore di circa il 40% rispetto a coloro che hanno seguito la sola dieta. Lo stesso vale per la massa grassa, con una riduzione superiore del 50%,
osservata sia nei maschi che nelle femmine.
“Il Gmp è in grado, infatti, – spiega Fulvio Marzatico, professore di Farmacologia ed Alimentazione e Dietetica presso l’Università di Pavia e direttore del Laboratorio di
Farmacobiochimica Dipartimento di Scienze Fisiologiche e Farmacologiche dell’ateneo pavese – di regolare la funzionalità gastrica e di modulare l’appetito, attraverso la liberazione di
colecistochinina, che contribuisce a determinare un’induzione facilitata del senso di sazietà. Questo avvicinamento ‘dolce’ al controllo calorico – conclude il prof. Marzatico – consente
di aumentare il numero di soggetti che perseguono un regime alimentare controllato per tempi più lunghi rispetto al solito”.

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