«Il documento congiunto consegnato quest’oggi alla Commissaria europea Mariann Fischer Boel sulla ‘verifica dello stato di salute della Pac’ può rappresentare una svolta in
positivo per i lavoratori agricoli italiani, per la prima volta, infatti, il fattore lavoro trova cittadinanza in un documento che mette insieme le organizzazioni delle imprese e quelle dei
lavoratori per la definizione delle priorità che dovrà avere la Politica agricola comunitaria fino al 2013, anno della sua effettiva scadenza.

La promozione e la valorizzazione dell’occupazione nel settore agro-alimentare italiano divengono, allora, le questioni imprescindibili con le quali promuovere lo sviluppo di un settore
agro-alimentare sostenibile e di qualità.
Le comunicazioni finora pervenute dalla Commissione europea sulla verifica delle condizioni di salute della Pac – tra le quali quella di un progressivo abbattimento dei fondi stanziati per
l’agricoltura – ci fanno intravedere il rischio reale di una penalizzazione dei livelli occupazionali e il conseguente peggioramento delle condizioni di lavoro nel settore.
Con il documento congiunto la Flai-Cgil, insieme a tutte le altre organizzazioni, si è presa la responsabilità politica di prevenire questi rischi, sollecitando la Commissione
europea e le istituzioni italiane affinché si continui sulla strada dell’emersione del lavoro nero e irregolare e per favorire lo sviluppo di un lavoro in agricoltura che sia certo,
regolare e sicuro. In questa direzione occorre, inoltre, far leva e investire sui Piani di sviluppo rurale (Psr) che costituiscono una condizione favorevole allo sviluppo economico di un dato
territorio e alla formazione di nuovi posti di lavoro.

Comincia con queste prerogative il lungo percorso che porterà la Commissione europea a ridiscutere e riprogettare il futuro della Politica agricole comune. Per la buona riuscita delle
trattative si renderà, però, necessaria una straordinaria coesione di tutta la filiera agro-alimentare italiana e la disponibilità di quello che sarà il prossimo
Governo a rappresentare anche le istanze del mondo del lavoro in sede europea. Solo così, infatti, sarà possibile dare a questo paese un settore agro-alimentare competitivo, forte
e di qualità».