Nell’ambito dell’occupazione e del lavoro, i primati dell’Italia non si possono definire positivi.
Da un’indagine condotta da Eurostat emerge come al crollo della natalità e alla presenza di un “over 65 anni” ogni 5 persone, si aggiunga un basso tasso di occupazione tra gli
ultracinquantenni.
Il tasso di occupati tra i 55 e i 59 anni, infatti, è pari al 42,5% rispetto ad una media europea del 55,3%, mentre per i lavoratori di età compresa tra i 60 e i 64 anni il
livello è del 18,1%, contro la media europea del 26,7%.
Anche per le persone più giovani la situazione non migliora: tra i 50 e i 54 anni lavora il 67,1% degli italiani, rispetto alla media europea del 72,3%, in conseguenza del basso livello
di occupazione femminile, che raggiunge solo il 49% (rispetto al 62,4% europeo).
Peggio dell’Italia si colloca solo la Polonia, mentre il nostro Paese è lontano dalla situazione positiva di Paesi quali Germania e Spagna (che si configura positiva) e di altri Stati
membri, quali Svezia e Danimarca, che presentano un livello di occupazione estremamente roseo.