Il pane tradizionale di Altopascio, realizzato secondo un disciplinare redatto dalla Camera di commercio e certificato dal marchio Collettivo, sarà entro la fine di febbraio in vendita
anche nei supermercati, la grande distribuzione – Coop, Esselunga, Pam e Conad – apre le porte al pane «della nonna», vale a dire a quel pane che sprigiona dei sapori particolari,
legati alla qualità degli alimenti utilizzati durante il processo di panificazione.

Il pane tradizionale di Altopascio, infatti, si differenzia dal pane di Altopascio (già in vendita nei supermercati da molti anni) perché frutto di un’elaborazione diversa, dalla
quale non può prescindere per poter essere siglato col marchio.

Il pane tradizionale, anzitutto, è un pane a lievitazione naturale, vale a dire senza aggiunta di lievito di birra, comunemente usato, perché il lievito di birra, rispetto al
lievito madre, accelera i tempi di invecchiamento del pane.

I due lieviti hanno un tempo di macerazione differente: l’impasto con il lievito madre, prima dell’impasto finale, viene lasciato a macerare per 24 ore, contro le quattro impiegate per quello
di birra, dando così al pane un’acidità diversa.

Il pane con il marchio, quindi, riprende le tradizioni di settant’anni fa e riproduce quel gusto non salato e amarognolo sul finale, tipico della lievitazione naturale.

Se il pane col marchio è già in vendita in alcuni panifici artigianali del territorio (BuonPane, Toscopan, Artigiano), il suo ingresso nel mondo della grande distribuzione, dove
il costo costituisce un fattore determinante, segna l’avvio di una nuova era per la tradizione panificatrice locale.

Aggirandosi fra gli scompartimenti del supermercato, uomini e donne, fra circa un mese e mezzo, troveranno una sezione appositamente dedicata al pane tradizionale di Altopascio.

«Stiamo portando avanti in questo periodo le trattative con la grande distribuzione – racconta Felice Del Carlo, proprietario di Toscopan, il panificio che promuoverà il pane col
marchio nei supermercati -. Entro la fine di febbraio, il prodotto simbolo della tradizione altopascese sarà essere presente nei supermercati della provincia di Lucca. L’intento,
però, è di riuscire a distribuirlo a livello regionale. Ci stiamo muovendo in questa direzione, ma del tempo ci vuole. D’altronde, i prezzi del pane tradizionale di Altopascio
sono necessariamente più alti, poiché è prodotto con l’impiego di farine di maggiore qualità».

Stando al disciplinare redatto dalla Camera di commercio, infatti, le farine devono provenire da specifiche zone della Toscana e non possono contenere Ogm.

«Si tratta di una commercializzazione – aggiunge Del Carlo – che speriamo abbia successo. Sarà una produzione piccola quantitativamente, ma di ottima qualità».