Parlamentari italiani in prima linea all’Assemblea europea sulla riforma del mercato del vino in Europa: un dibattito non sempre facile che però comincia a portare risultati concreti
come la conferma del legame «stretto e indissolubile» tra mantenimento dello zuccheraggio e gli aiuti ai mosti. Insomma, il Parlamento europeo, adottando la relazione di iniziativa
della socialista greca Katerina Batzeli con 484 voti a favore, 129 contrari e 24 astensioni, detta la linea per una riforma misurata e prudente del settore vitivinicolo e giudica inadeguate le
misure radicali previste dalla Commissione europea, in particolare l’estirpazione massiccia dei vigneti. «È un risultato che auspicavamo – ha commentato da Roma il Ministro per le
politiche agricole, alimentari e forestali, Paolo De Castro, secondo cui da Strasburgo arrivano notizie positive». Per il Ministro infatti, «il voto segna un primo significativo
risultato su tre punti essenziali: il limite all’estirpazione, il mantenimento dell’aiuto ai mosti per l’arricchimento e il rifiuto di miscelarli con mosti extra-Ue». Queste le principali
richieste del Parlamento europeo:
Due fasi per la riforma – La riforma deve essere attuata progressivamente in due fasi. Nella prima (2008-2011), si punta all’equilibrio, al risanamento e alla trasparenza del mercato, al
sostegno ai produttori e alle regioni viticole. In seguito si preparano a un’apertura più aggressiva dei mercati.
Zuccheraggio e aiuti al mosto – La questione del mantenimento o soppressione degli aiuti al mosto «è strettamente e indissolubilmente collegata alla soppressione o al
mantenimento della capitalizzazione con saccarosio ». Il Parlamento è a favore della concessione di aiuti al mosto per l’arricchimento e per la produzione di succo d’uva. Dice
sì anche allo zuccheraggio nelle aree tradizionali prive di eccedenze strutturali. Respinge invece la vinificazione di mosti importati e la loro miscela con mosti comunitari.
Espianto vigneti, anche temporaneo – La decisione di abbandonare definitivamente la produzione dovrebbe spettare al produttore, mentre ogni Stato o regione dovrebbe poter fissare un
massimale autorizzato scegliendo le categorie di vino a cui dare priorità. Dei limiti all’abbandono definitivo andrebbero previsti per i vigneti situati in zone montane, costiere ed
insulari. Si apre poi all’espianto temporaneo, lasciando a discrezione di ogni Stato la scelta delle modalità.
Nuovi impianti – Sì a cessione graduale, prudente e trasparente, soprattutto per giovani e programmi qualità.
Etichettatura – Deve essere semplice e trasparente. Sul prodotto importato far figurare pratiche enologiche non consentite nell’Ue che invece deve fissare una lista positiva.
Promozione più incisiva – Il Parlamento chiede congrui impegni finanziari e la costituzione di un apposito fondo. Per le IGP vuole promuovere un registro internazionale.
Bilancio – No al trasferimento di fondi verso lo sviluppo rurale.

Fonte: www.carrefouremilia.crpa.it