Firenze – Il ministro delle Politiche Agricole, Luca Zaia, ha fatto acquistare duecentomila forme di Parmigiano Reggiano e Grana Padano per distribuirle ai poveri. Grazie a
questo si potranno ottenere sussidi comunitari. E per evitare accuse di «padanismo» il nostro ministro ha precisato che è solo il primo passo «simbolo»
perchè altrettanto potrebbe essere fatto per altri formaggi come Asiago, Taleggio e Pecorino (immaginiamo che per quest’ultimo, visto che Asiago e Taleggio sono prodotti del
nord, si riferisca al pecorino di qualunque parte dello Stivale).

I regimi «unici» hanno storicamente elargito ai poveri per mantenere il consenso. Nel nostro caso, il ministro Zaia è intervenuto anche per evitare nuove crisi
economiche in un comparto, quello agro-alimentare, già molto provato anche senza le crisi finanziare oggi divampanti. E’ stato così battezzato un nuovo tipo di intervento
dello Stato: dare ai poveri grazie alle aziende in crisi. Aziende che – diciamo noi – non troveranno da sè la capacità di essere nuovamente interessanti sul mercato, tanto
c’è Pantalone che pensa a loro, anche in versione buonista… che vogliamo di più? Un volta era il re o lo Stato padrone che faceva questo, oggi è lo Stato
democratico… fino a quando?

Anche i soviet si consideravano democratici, avevano elezioni, grossomodo come quelle che avvengono oggi in Italia, con gli eletti nominati dai partiti e non scelti dagli elettori…
poi sappiamo tutti cosa hanno combinato per l’economia e la democrazia lì dove erano in auge. E, anche se il presidente russo Putin è fortemente sostenuto dal nostro
presidente Berlusconi, l’uscita della Russia dalla logica dell’economia dei soviet è ancora molto faticosa e dubbia (la sua presunta assenza dalla crisi finanziaria mondiale, la
dice lunga…).

Il nostro parmigiano è quindi diventato banco di prova del nuovo trend sovietico delle politiche agricole e industriali del governo? Sembra di sì!

Allora, se è così, facciamo l’elenco di tutte le aziende che, al pari dei produttori del celebre cacio reggiano e padano, dopo le banche, avrebbero bisogno di questo
intervento…. ma… non abbiamo spazio sufficiente per riportarle tutte. Così come ci manca spazio per l’elenco delle famiglie Rossi, Bianchi, Brambilla, Esposito, etc. tutte
titolari, per esempio, di piccole aziende o piccoli esercizi commerciali, che vorrebbero anche loro che il ministro Zaia comprasse le loro merci/prodotti per donarle ai poveri. E
altrettanto spazio ci manca per l’elenco delle altre famiglie che vanno a comprare sia il parmigiano che le merci dei negozi di cui sopra e che, per esempio,
necessiterebbero/gradirebbero essere incluse nell’elenco di questi poveri pur non mangiando alle mense delle associazioni caritatevoli che distribuiranno gli acquisti del ministro.

Domanda: ma perchè fare la carità a poveri umani e poveri industriali e non, per esempio, abbassare le tasse sì che entrambi i poveri possano – gli uni – acquistare
con più facilità e – gli altri – trovare nuove capacità e sbocchi imprenditoriali avendo meno spese? Ma questo non sarebbe il soviet, dove i sudditi non dovrebbero
sempre pendere dalle labbra dei dirigenti dello stesso e, di conseguenza, potrebbero anche scegliere i propri rappresentanti per le loro capacita’ e non perche’ gli comprano il
parmigiano.