Rai e Mediaset, Tv pubblica e tv privata, tutti pensiamo che rappresentino due fronti opposti destinati alla perenne lotta per l’audience più alto, ma, secondo quando reso noto oggi dal
quotidiano Repubblica, siamo in errore, e scoppia la bufera.

Dalle intercettazioni telefoniche realizzate tra la fine del 2004 e la primavera del 2005 allegate all’inchiesta sul fallimento della “Hdc”, infatti, emergerebbe un quadro preoccupante: Rai e
Mediaset avrebbero concordato i palinsesti ed analoghe strategie per manipolare l’informazione relativa a notizie di interesse o particolarmente delicate.
E così Repubblica annuncia che “i direttori di Tg1 e Tg5 (all’epoca Clemente J. Mimun e Carlo Rossella) fanno, testuale, «gioco di squadra»” e che “su tutto [regna] la
grande mano di Silvio Berlusconi e dei suoi collaboratori, che quotidianamente tessono la tela, fanno decine, centinaia di telefonate, si scambiano notizie, organizzano fino ai più
piccoli dettagli”.
La denuncia non poteva passare sotto silenzio e la Direzione Generale della Rai ha annunciato di aver avviato “un’indagine interna” dando mandato alla Direzione Affari Legali perché
“l’Azienda si costituisca parte lesa al fine di poter intraprendere tutte le eventuali necessarie iniziative a tutela della Rai”.
Dal canto suo la consigliera d’amministrazione Mediaset, Gina Nieri, ha affermato che sono tutte “stupidaggini” e ha reso noto che il gruppo sta predisponendo una serie di azioni di querela:
“Siamo alle stupidaggini – ha dichiarato la consigliera – che Rai e Mediaset si facciano concorrenza è sotto gli occhi di tutti 72 ore al giorno”. “Detto questo, è evidente che,
come accade nei giornali, i direttori si chiamino, si consultino”, ha concluso la Nieri.
Nell’attesa che si faccia luce sulla vicenda, dal sinistra piovono dichiarazioni di sconcerto e di condanna, mentre da destra prevale l’indignazione per accuse giudicate infondate.

Veltroni – “Quanto è emerso è di una enorme gravità”, ha affermato il leader del Pd, spiegando che “sta emergendo un intreccio e una commistione nei quali il ruolo
del servizio pubblico radiotelevisivo è stato calpestato”: “Tutto questo insieme a comportamenti in contrasto con i principi della libera concorrenza, del mercato e con i doveri che sono
propri del servizio pubblico”, ha concluso Veltroni.

Gentiloni – Il ministro delle comunicazioni Paolo Gentiloni ha commentato l’articolo di Repubblica parlando di “un clima collusivo” che ostacola il lavoro della Rai: “Non spetta a
me giudicare i comportamenti dei singoli, tanto meno sulla base di intercettazioni – ha dichiarato il ministro – Tuttavia una cosa è certa: all’ombra del duopolio affiora un clima
collusivo che non mi pare edificante per il servizio pubblico e per la sua autonomia”.

Rizzo – Il consigliere Rai Nino Rizzo Nervo è andato oltre ed ha chiesto le dimissioni delle persone coinvolte nei garbugli: “Dai dirigenti e dai giornalisti della Rai coinvolti
mi attendo le dimissioni – ha affermato – Si profila, infatti, un quadro assai inquietante”. Rizzo, infatti, ha spiegato che “se, come scrive Repubblica, è vero che in occasione
delle elezioni amministrative della primavera del 2005 vi fu in Rai una convulsa attività, con la regia della stessa direzione generale, affinché venisse ritardata (se non
addirittura nascosta) la diffusione dei risultati elettorali, siamo di fronte ad una responsabilità enorme di disinformazione pianificata per fini politici, senza dubbio la colpa
più grave di cui si può macchiare un servizio pubblico radiotelevisivo che nei momenti più delicati della vita democratica di un paese deve garantire tempestività e
trasparenza dell’informazione ai cittadini”.

Usgrai – L’Unione Sindacale Giornalisti Rai ha annunciato la convocazione per oggi di un’assemblea per affrontare il nuovo “macigno che si abbatte sulla Rai, dopo lo stallo del consiglio
di amministrazione determinato dal verdetto del Tar sul caso Petroni”.

Giochetti – Roberto Giochetti (Pd) ha proposto un’interrogazione urgente al Governo per “sapere se le persone oggetto delle intercettazioni dell’inchiesta Hdc, riportate sul quotidiano
Repubblica e riguardanti la rete di persone che a quanto pare pilotava l’attività di Rai e Mediaset, ricoprano ancora incarichi in Rai e quale tipo di incarichi eventualmente
abbiano nella struttura del servizio pubblico”.

Schifani – Il capogruppo di Fi al Senato ha rilanciato, definendo “sospetta” la tempistica dell’articolo di Repubblica e affermando che il tutto è stato orchestrato
unicamente per colpire Berlusconi: “Le intercettazioni pubblicate oggi, con una tempistica quanto mai sospetta, rappresentano la vecchia sterile strumentalizzazione comunista su conversazioni
alle quali si cerca di attribuire un valore che non hanno- ha spiegato Schifani – Che Rai e Mediaset si facciano concorrenza da sempre lo sanno anche i bambini” e “tutta l’operazione mediatica
scatta solo per accelerare l’iter di una legge che ha il preciso obiettivo di distruggere le aziende di Berlusconi”.

Landolfi – Il tentativo di calmare le acque è arrivato dal presidente della Commissione di Vigilanza Rai, che ha invitato tutti a non fare strumentalismi per evitare di peggiorare
una faccenda già di per sé “caotica”: “La decisione della Rai di aprire un’indagine interna in relazione al contenuto di intercettazioni telefoniche pubblicate oggi da un
quotidiano nazionale appare adeguata ad accertare eventuali infedeltà aziendali – ha affermato Landolfi – Nel frattempo è utile evitare strumentalizzazioni politiche il cui unico
risultato consisterebbe nel rendere ancor più drammatica la già caotica situazione all’interno del servizio pubblico radiotelevisivo”.