Il presidente della Cia al Governo: “Più attenzione ai problemi della nostra agricoltura”

Il presidente della Cia al Governo: “Più attenzione ai problemi della nostra agricoltura”

“E’ sempre più urgente intervenire per ridurre gli opprimenti costi produttivi, contributivi e burocratici che stanno mettendo in grave crisi le imprese agricole, che scontano già
prezzi sui campi tutt’altro che remunerativi. Sono oneri gravosi che frenano sviluppo e competitività, ma che rischiano anche di mettere fuori mercato tantissime aziende che fanno i conti
con una realtà alquanto difficile.

Per questo invitiamo il governo a porre maggiore attenzione ai problemi della nostra agricoltura. Sarebbe opportuno che le accise per il gasolio agricolo venissero azzerate così da dare
una boccata d’ossigeno agli imprenditori che quest’anno, sia per i rincari petroliferi sia per la pressione fiscale, subiranno un salasso di oltre 3,5 miliardi di euro”. Lo ha affermato il
presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi intervenendo a Genova ai lavori della Conferenza regionale dell’Agricoltura in Liguria sul tema “La (ri)scoperta della
terra”.

“Già negli ultimi dieci anni circa 500 mila imprese agricole, in particolare quelle che operavano in zone di montagne e svantaggiate, hanno dovuto chiudere. Dobbiamo fermare -ha aggiunto
Politi- questa emorragia. D’altra parte, i dati sul Pil hanno dimostrato che proprio l’agricoltura, nonostante le innumerevoli difficoltà e gli ostacoli, è l’unico settore a
‘tenere’ davanti ad una crisi drammatica”.

“E per garantire politiche rispondenti alle esigenze della nostra agricoltura, è indispensabile -ha rimarcato il presidente della Cia- approvare in questa legislatura, cioè in
tempi celeri, la legge sull’utilizzo del territorio che ha presentato il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Mario Catania. Un provvedimento che ha tutto il nostro
sostegno. Non a caso, nelle prossime settimane daremo vita ad iniziative in tutte le Regioni per sensibilizzare società civile, istituzioni, forze politiche, sociali ed economiche sul
tema prioritario del suolo e della sua effettiva salvaguardia”.

“In questo contesto s’inserisce -ha rilevato ancora Politi- la necessità di garantire un adeguato ricambio generazionale in agricoltura. Nonostante i primi tiepidi segnali positivi,
ancora troppo pochi sono i giovani che operano nel settore primario. Tante le difficoltà che impediscono l’accesso. Ecco perché occorre operare con la dovuta incisività per
favorire l’ingresso delle nuove leve nel mondo agricolo”.

“Occorre, comunque, agire con fermezza anche sul fronte comunitario in vista dell’ormai imminente riforma della Pac 2014-2020. C’è bisogno -ha detto il presidente della Cia- di un forte
‘gioco di squadra’ per tutelare meglio i nostri imprenditori agricoli. Il governo italiano, nel suo complesso, deve necessariamente avere più coraggio verso la Commissione Ue per
valorizzare e difendere le nostre produzioni tipiche. Non solo: bisogna battersi affinché la nuova Politica agricola comune riservi risorse adeguate agli agricoltori”.

“Un altro punto, sempre per quanto riguarda la nuova Pac, sul quale sviluppare un deciso impegno è quello della salvaguardia delle imprese agricole dai rischi posti dalle crisi di
mercato, dalle calamità naturali, dalla carenza idrica. Servono -ha concluso Politi- strumenti capaci di tutelare i redditi degli agricoltori. In una parola, occorre un valido modello
assicurativo che copra tutti i possibili danni e dia certezze operative agli imprenditori. L’Europa deve muoversi in questa ottica”.

www.cia.it

Redazione Newsfood.com+WebTv

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