Situazione nera per il cereale d’oro, il Kazakhstan, sta fra i maggiori esportatori mondiali di frumento, ha deciso di seguire l’esempio della Russia: dalla scorsa settimana tutti i produttori
cerealicoli che vorranno vendere all’estero dovranno pagare una sonora tassa.

Il prezzo del frumento ha così subito un netto rialzo e lo scorso martedì ha raggiunto il suo livello record toccando i 12 dollari per bushel.

Secondo quanto riferito dall’agenzia economica Bloomberg, con il l’aumento della scorsa settimana le quotazioni del grano hanno segnato il più forte incremento percentuale da più
di cinque anni, dall’ottobre del 2002.

Il perché è presto detto: il frumento sembra essere diventato una sorta di «bene rifugio» su cui investire, ma l’offerta non riesce a soddisfare la domanda. A questo
va aggiunto il fatto che, stando alle previsioni del Dipartimento dell’Agricoltura americano, le scorte del grano per il 2008 saranno le più basse degli ultimi trenta anni. E l’orizzonte
appare più che mai cupo.

«Gli aumenti delle quotazioni delle materie prime nel settore agricolo continueranno – ha spiegato l’analista di Commerzbank di Francoforte, Eugen Weinberg – perchè anche se i
livelli di produzione dovessero aumentare non riusciranno a tenere il passo con la crescita della domanda».

Cos’è il Bushel
Il bushel è la misura di capacità per aridi e liquidi usata nel Regno Unito e per soli aridi negli USA e in Canada. Negli Stati Uniti, per convenzione, un bushel equivale a 27,216
kg di grano; 21,772 kg di orzo; 25,301 kg di segale; 14,515 kg di avena.