Nel 2006 il Prosciutto di
Parma ha continuato a crescere e ad affermare la sua presenza sulle tavole mondiali, con 1,9 milioni di prosciutti esportati e un incremento pari al 7,8%. A questo grande successo, dunque, si
deve la soddisfazione del Presidente del Consorzio del Prosciutto di Parma Stefano tedeschi, che ha dichiarato che “il Parma si conferma leader assoluto in alcuni mercati strategici quali
USA e Giappone”.
Il motivo di tanto successo è semplice: il Prosciutto del Consorzio di Parma è un prodotto buono e genuino, che viene ampiamente apprezzato anche grazie al suo nuovo formato.
Accanto al classico prodotto da salumeria, infatti, si è posizionato il prosciutto preaffettato, che, con la quota del 31% di esportazioni e 600 mila pezzi venduti, rappresenta una fetta
significativa dell’export.
Bontà, caratteristiche organolettiche superiori, ma anche praticità alla base del successo del prosciutto di Parma, che ha portato ad una crescita annua media di 256 mila pezzi,
facendo del Prosciutto di Parma uno dei prodotti di punta del Made in Italy.
I dati più incoraggianti vengono dal mercato europeo, in cui l’export è aumentato di 115 mila pezzi, ma anche dall’altra parte del mondo si è registrata una
crescita, con 25 mila prosciutti in più rispetto all’anno precedente.
La classifica delle esportazioni vede la Francia al primo posto con 430 mila prosciutti, seguita dagli Stati Uniti (con 360 mila), dalla Germania (con 350 mila), dalla Gran Bretagna (con 230
mila) e dal Giappone (con 104 mila). Incrementi dell’export si sono registrati anche in Canada, Norvegia e Grecia, oltre che nei Paesi dell’Europa dell’est e in Asia.

Paola Monti