D: Quale obbligo è stato introdotto per i Ced dalle ultime disposizioni del Ministero del Lavoro? Quali sono i limiti imposti ai Ced?

R: Con Note del 4 e del 6 giugno 2007, rispettivamente n. 7004 e n. 7196 il Ministero del lavoro ha chiarito che i Centri di elaborazione dati (Ced) devono ricorrere al supporto consulenziale
dei consulenti del lavoro e degli altri professionisti abilitati dalla legge n. 12/1979, come i commercialisti, gli avvocati, ecc., in ordine a tutte le problematiche di natura lavoristica,
previdenziale e fiscale.

La scelta del consulente deve essere fatta per iscritto con un documento di data certa, anteriore all’inizio dell’attività e deve essere inviata alla Direzione provinciale del lavoro e
ai Consigli provinciali degli ordini professionali territorialmente competenti.

Sono previste sanzioni qualora non venisse riscontrato l’affidamento di un incarico formale o qualora il documento di incarico non fosse stato inviato ai suddetti organi.

Il Ministero del lavoro ai fini di una maggior chiarezza dell’attività svolta dai consulenti nei Ced ha scritto al Presidente del Consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del
lavoro, facendo presente che è di esclusiva pertinenza del professionista tutta l’attività che riguarda l’impostazione del prospetto di paga, nei suoi riferimenti lavoristici e
previdenziali, in quanto per fare ciò sono necessarie specifiche competenze di natura professionale e culturale; mentre è di competenza del CED il mero sviluppo del calcolo e
della stampa dei cedolini paga, inteso come attività strumentale realizzata mediante strumentazione informatica.