Con la sentenza n. 23642 del 6 novembre 2006, la Suprema Corte di Cassazione, sezione Lavoro, ha respinto il ricorso di alcuni operai edili che, pur essendo stati esposti all’inalazione di
polveri di amianto, non avevano beneficiato dell’assicurazione Inail contro l’asbestosi e, a causa di supposte omissioni della società, non avevano potuto godere dei benefici previsti
dalla legge 257 del 1992.

Richiedevano pertanto il risarcimento dei danni morali per il turbamento pisicofisico derivante dal pericolo di poter contrarre un male incurabile a causa di un luogo di lavoro in un ambiente
inquinato.

La Suprema Corte ha respinto il ricorso poiché i lavoratori affermavano che il disagio ed il turbamento psicofisico, risultante dall’esposizione prolungata all’amianto, non poteva essere
accertato dal medico legale, ma di dati di comune esperienza. La Corte ha ritenuto che i lavoratori dovessero fornire una prova concreta ed effettiva dello stato di disagio in cui versavano,
poiché la sola esposizione ad agenti patogeni senza contrazione della malattia non è prova dello stato d’animo interiore descritto dai ricorrenti stessi.

Corte di Cassazione, Sentenza 6 novembre 2006, n. 23642
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