Il vino è cosa da uomini (o da donne)?

Il vino è cosa da uomini (o da donne)?

L’idea che esistano cibi per uomini e cibi per donne è vecchia come il mondo, ormai entrata nella mente dei consumatori.

Ad esempio la carne viene vista come alimento per maschi, legato a forza e dominanza. Invece, la verdura è per le donne, in quanto portatrice di pace e timidezza.

Esistono tuttavia temi controversi, come il vino: è cosa da uomini o da donne?

A naso, sembra più cosa per il sesso forte: nella civiltà contadina, il vino era stimolo quasi necessario per l’uomo, a cui competevano i lavori pesanti. Inoltre, gli alcolici si
portano dietro un alone di sfida, di machismo.

O forse no? Per alcuni, il discorso è totalmente diverso. Secondo alcuni esperti del settore, il vino “appartiene” alle donne, poiché la loro sensibilità in fatto di gusto
le consente di assaporarlo meglio. Tra i primi sostenitori della teoria, Robert Parker, famoso guru del settore: a convincerlo, il fatto che la moglie avesse un palato migliore è
più capace di assaporare la bevanda.

Recentemente, tale messaggio è stato riportato in prima fila dal Wall Street Journal. Nel pezzo, Lettie Teague ha tentato di supportare la teoria con dati scientifici, intervistando la
dottoressa Marcia Pelchatt, psicologa sensoriale al Monell Chemical Senses Center. Secondo la dottoressa, le donne sono più portate ad assaporare il vino, poiché “Sentono odori ed
aromi più degli uomini”.

Per capire meglio, la psicologa ha poi condotto un test, facendo assaggiare diverse varietà di vini a sommelier dei due sessi. Risultato, gli uomini si orientano verso i vini più
decisi, come il Cabernet e il Syrah, mentre le donne puntano a quelli più morbidi, come Pinot Grigio e Moscato.

Detto questo, l’articolo conclude in maniera salomonica: non prende posizione, dicendo come “Dipende dalle donne e dipende dagli uomini”. Insomma, più che il sesso contano le
caratteristiche individuali.

Matteo Clerici

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