Il mondo del vino sbarca su Second Life e così si assiste ad una lenta rivoluzione digitale e all’applicazione delle potenzialità tipiche di questo ambito anche ad un settore
tradizionalmente legato alla realtà del territorio.

Il vino approda nella comunità online più famosa e più abitata del mondo e qui non è soltanto possibile acquistare vino virtuale e reale, ma è addirittura
possibile organizzare degustazioni di vini reali a distanza.

La cantina umbra Arnaldo Caprai, ad esempio, ha utilizzato il mondo virtuale per il lancio del Sagrantino Bianco, ancor prima che uscisse nel mondo reale, o ancora la Californiana Valentine
Wineyards su Second Life ha ricreato tutto l’ambiente aziendale, vigneti inclusi, in cui l’avatar, quindi il personaggio virtuale si può muovere in tutta libertà.

È evidente come la piattaforma di Second Life sia perfetta non solo per fare business, ma anche per fare la promozione di un determinato prodotto o addirittura di un marchio specialmente
per realtà piccole, che devono affrontare costi decisamente più bassi rispetto all’utilizzo dei media tradizionali.

Un altro fenomeno interessante, che merita d’essere citato, è la nascita di gruppi di discussione con tema il vino, alcuni dei quali organizzano anche momenti di degustazione, in cui
l’avatar fa da portavoce al vero assaggiatore. C’è anche chi trova un limite nel rapporto tra vino e questa attiva comunità virtuale. “Second Life può essere sicuramente un
luogo di discussione sul mondo del wine&food, e al limite anche di promozione come nel caso del Sagrantino Bianco di Caprai, ma per ora ha comunque un ruolo marginale – spiega
Alessandro Regoli, direttore di Wine News –. Il rapporto tra il vino e la buona tavola non può che essere diretto, vissuto con i sensi reali e sempre con l’attenzione a non
esagerare”.

E voi che ne pensate?

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