Il Gruppo Illy sbarca nel comparto del the: la
holding della famiglia Illy ha acquisito la maggioranza (55% che a regime entro maggio arriverà al 75%) della Dammann Freres, azienda francese che seleziona e produce the di alta gamma.
Le restanti quote rimarranno in mano alla famiglia Jumeau-Lafond proprietaria del marchio da tre generazioni. L’ operazione – ha reso noto il gruppo triestino – si inserisce nella strategia di
sviluppo a lungo termine nei coloniali e nei prodotti di accompagnamento, con un ritorno alle origini, in quanto il business della famiglia Illy, all’ inizio degli Anni ’30, era imperniato
sull’ intera gamma dei coloniali e solo successivamente si è focalizzato sul caffé.
La Dammann Freres, che ha sede a Orgeval, nella Regione Parigina, è stata la prima azienda a introdurre il the in Francia nel 1692 e la prima a realizzare nei primi anni ’50 the con
aromatizzazioni naturali; oggi e’ guidata dalla terza generazione della famiglia Jumeau-Lafond e produce una vasta gamma di miscele esclusive di the, di singole origini e di the aromatizzati
per il consumo a casa e per hotel, ristoranti e caffé. “Passione e inventiva sono i valori guida di Dammann Freres, e sui quali le famiglie Illy e Jumeau-Lafond si sono incontrate”, ha
detto Didier Jumeau-Lafond, presidente della Dammann Fréres. “Illycaffé, parte della Gruppo Illy – ha spiegato Andrea Illy, presidente e amministratore delegato della
Illycaffé – contribuirà allo sviluppo di Dammann Freres, soprattutto attraverso sinergie commerciali e scambio di conoscenze. Con questa ulteriore acquisizione di maggioranza si
consolida l’ obiettivo di creare un gruppo leader di qualità nel settore dei coloniali, all’ interno del quale ciascuna azienda forte della propria individualità e competenza sia
il riferimento di alta gamma”.
L’ acquisizione delle quote di maggioranza di Dammann Freres, di cui il Gruppo Illy possedeva in precedenza delle quote di minoranza, si affianca all’ acquisizione dell’ 80% di Domori,
produttore di cioccolato di alta qualità avvenuta lo scorso luglio, e a quella del 40% di Agrimontana, società leader nella produzione di alta pasticceria e confetture. 

Fonte: www.ansa.it