Il presidente della Cia Giuseppe Politi scrive al ministro del Welfare Maurizio Sacconi e sollecita una pronta emanazione del provvedimento. Indispensabile una immediata programmazione
per poter organizzare molte attività agricole, alcune ormai imminenti, come quelle relative alla raccolta dei piccoli frutti e delle produzioni orticole.

Subito il decreto flussi 2009 per i lavoratori «stagionali» extracomunitari. E’ quanto sollecita il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe
Politi in una lettera inviata al ministro del Welfare Maurizio Sacconi. «Il ritardo nell’emanazione del decreto – scrive – è preoccupante, poiché la
programmazione dei flussi rappresenta una scadenza fondamentale per poter organizzare le attività stagionali del settore agricolo, alcune delle quali imminenti», come
quelle relative alla raccolta di piccoli frutti, a cominciare dalle fragole, e delle produzioni orticole.

Secondo Politi, la situazione è tanto più allarmante se si considera che al ritardo segnalato da più zone agricole, si aggiungeranno quelli che, ormai ogni anno, si
registrano sul fronte dell’iter amministrativo. «Ritardi che comportano per le aziende attese molto lunghe, con il conseguente rischio di lavoratori che sopraggiungono in
tempi non più utili alle attività per le quali sono stati richiesti».

I lavoratori extracomunitari rappresentano -fa notare la Cia- una vera e propria risorsa per il settore agricolo, tanto che importanti comparti del «made in Italy»
agroalimentare non esisterebbero senza questi lavoratori, come ad esempio il settore lattiero-caseario, gli allevamenti e molte attività di raccolta ortofrutticola.

Ritardare i flussi, o addirittura immaginare di chiuderli (come talvolta è apparso in qualche dichiarazione stampa), rischia -rileva la Cia- di compromettere gravemente
l’attività agricola e la serenità degli operatori, nonché di creare ripercussioni sul fronte del lavoro irregolare.

Rendere agevoli i canali di ingresso regolari è l’unico vero deterrente – rileva la Cia – per combattere la piaga del lavoro sommerso.

Considerata anche la sensibilità dell’attuale esecutivo proprio su questo fronte, Politi auspica, quindi, un intervento tempestivo che dia certezza e tranquillità
alle imprese e ai lavoratori.