Pechino – La guida di ogni buon viaggiatore che si prepara a partire per la Cina, consiglia di munirsi di pasticche anti-dissenteria e di vaccinarsi contro qualsiasi malattia
dell’apparato digerente. Chi è saggio, però, sa che con un pò di accortezza basta evitare bettole sulla strada e bancarelle improvvisate dalla campagna.
Nulla di più sbagliato. Queste pietanze da paninaro cinese hanno lo stesso valore e controllo delle merci che si presentano ordinate nei lussuosi bancali dei supermercati. In Cina
infatti non esistono ancora norme comparabili con gli standard europei in tema alimentare. L’ultima legge in merito risale al 1995.
Per far fonte a questo problema il Congresso Nazionale del Popolo ha indotto una riunione in cui discuterà l’argomento sicurezza alimentare e prevenzione dell’entrata di cibi
non controllati in commercio. I deputati presenti e gli ufficiali di partito cercheranno di definire delle norme per il controllo, la valutazione e la diffusione dell’informazione sulle
pietanze.

La sicurezza alimentare è uno degli argomenti più discussi in Cina. Cibi avariati o che non superano le minime regolamentazioni vigenti sono venduti quotidianamente ovunque.

Secondo l’organo di giudizio supremo in materia, nel 2006, sono state messe sotto accusa sette ditte specializzate nella produzione di rosso d’uovo salato. L’ingrediente,
utilizzato dalle fabbriche, era una speciale tintura proveniente dal Sudan. Il colorante, che normalmente si usa per scopi industriali, è vietato per usi alimentari. Le statistiche del
Ministero della Salute riportano che dal 2005 la Cina ha avuto 54 casi di persone con gravi intossicazioni alimentari, di cui 1897 ammalati e 39 deceduti. Sostanze tossiche e cibo di origine
vegetale come funghi velenosi o fagiolini sono le cause dei danni maggiori.

A partire dal 2003, il decimo Congresso Nazionale del Popolo ha ricevuto più di 3.000 suggerimenti e consigli da più parti per inasprire i controlli sui viveri commercializzati.
Di conseguenza, nell’ultima riunione il tema si è presentato come una priorità per l’agenda legislativa annuale.
L’Ufficio legislativo del consiglio di Stato e il Comitato per la salute, la cultura, la scienza e l’educazione del Paese hanno già studiato alcuni emendamenti che saranno
inseriti al più presto, per far fronte al problema.
È un inizio. Certo che cercare di trasformare gli spiedini da strada in carne etichettata o pensare alle bettole come ad ambienti asettici da paesaggio lunare, ha un ché di
surreale.

Al viaggiatore munito di manuale e medicinali sarà risparmiata qualche corsa in un bagno vicino, ma l’indovinello che si tratti di cane, capra o qualche altro animale
dall’origine ignota rimarrà sempre tra i giochetti preferiti da ogni buon ristoratore con gli occhi a mandorla.

Alice Rosolen

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