Aumentano le allergie alimentari e gli italiani, soprattutto i bambini, ne sono sempre più colpiti. E’ quanto hanno reso noto gli esperti riuniti nei giorni scorsi a Roma in occasione
della Giornata nazionale allergie alimentari e sindromi correlate, celebrata con convegni e workshop presso il Policlinico Gemelli. Secondo le ultime stime, le allergie alimentari sono un
problema con cui devono convivere l’1-2% degli italiani e il 6-8% dei bambini, soprattutto di sesso maschile (mentre se l’allergia si manifesta in età adulta, vittime preferite sembrano
essere le donne). I dati sono in aumento; come ha spiegato Giampiero Patriarca, direttore del servizio di allergologia del Gemelli e organizzatore di uno dei convegni, le cause sono numerose e
legate soprattutto al cambiamento delle abitudini: inquinamento ambientale, sofisticazione alimentare, un sempre maggiore utilizzo degli additivi, abitudini alimentari scorrette e dannose.
L’esperto punta il dito anche contro le ossessioni dei genitori, prima fra tutte quella della pulizia: i bambini vengono continuamente puliti e lavati e questa ossessione dell’igiene ha fatto
sì che il sistema immunitario dei bambini non riceva più i corretti impulsi e reagisca in maniera anomala.
Infine uno sguardo sugli alimenti più a rischio: i bambini soffrono di allergie a pesce, latte e uova; gli adulti, invece, alla frutta secca. Grande attenzione da parte degli esperti
anche ai cambiamenti che si sono verificati negli ultimi anni nello stile alimentare occidentale: l’introduzione, ad esempio, della frutta esotica sulle tavole degli italiani ha provocato un
aumento dell’incidenza di allergie a kiwi e papaia.

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