LIVORNO. Il sottosegretario per i cambiamenti climatici del governo della Gran Bretagna, Ian Pearson (Nella foto), ha proposto una nuova etichettatura per i beni di consumo che, oltre agli
ingredienti dovrà specificare anche il peso di ogni prodotto sull’ambiente, la sua “carbon footprint”. Allo sviluppo dell’iniziativa avrebbero già dato la loro
disponibilità alcune catene di supermercati britannici e la British Telecom.

Sarà dunque l’intero ciclo di produzione ad essere preso in considerazione e i consumatori del Regno Unito potranno così valutare in etichetta, oltre alle calorie delle
merendine o ai consumi energetici di lavatrici e tostapane, anche l’impronta ecologica che ogni prodotto imprime sul nostro Pianeta.

Secondo l’Evening Standard le nuove etichettature potrebbero riservare anche sorprese, il giornale pomeridiano di Londra fa l’esempio dei garofani africani, che sebbene trasportati
da molto lontano, “consumano” meno energia e quindi producono meno gas serra di quelli coltivati nelle energivore serre inglesi. Ma anche tra gli elettrodomestici e le auto
sarà più facile scegliere tra quelli fabbricati con il riutilizzo di materie prime e con la maggiore efficienza energetica. Per i prodotti di largo consumo sarà
l’intera confezione ad essere sottoposta ad etichettatura e si potrà così individuare l’imballaggio in plastica non riciclabile o sovrabbondante.

Con il nuovo labelling system si misurerà così il ciclo di vita non solo del prodotto, ma della manifattura, del packaging, della distribuzione e della vendita.

«Le società stanno cercando sempre più di ridurre il loro impatto sull’ambiente – ha detto Pearson all’Evening Standard – Per aiutarle a fare questo abbiamo
bisogno di un sistema affidabile per misurare questo impatto, un sistema che le società riconoscano, comprendano e del quale si fidino»

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