ACQUA come oro colato. I prezzi del più primario dei beni, che quest’estate potrebbe iniziare a scarseggiare, arrivano fino a 300 euro l’anno per le famiglie italiane, con aumenti che
nel 2006 hanno doppiato in media il tasso di inflazione. Dai dati raccolti dall’Osservatorio prezzi del ministero dello Sviluppo Economico su 20 capoluoghi di provincia, emerge come i costi del
consumo d’acqua varino notevolmente tra città e città, così come diversi sono stati gli incrementi registrati lo scorso anno arrivati ad un massimo di oltre il 7%. A
passarsela peggio sono i baresi, che per un consumo annuo di circa 200 metri cubi (ipotizzato per una famiglia di tre componenti), pagano 312 euro. Ben 201 euro in più rispetto ai
milanesi, che possono godere di tariffe molto inferiori, per una spesa media annua di 111 euro. Ma piuttosto male va anche alle famiglie che vivono a Firenze. Per loro la spesa annua arriva a
300 euro. Si scende sotto la soglia 300 a Bologna (283 euro all’anno) e a Genova (279 euro all’anno). Fortunati, quasi come i milanesi, sono invece i veneziani, che in media pagano circa 121
euro. I costi variano profondamente perché dal Nord al Sud Italia cambiano le tariffe, da quella applicata all’acqua potabile a quelle sulle fognature e sulla depurazione. Il servizio
idrico, in base alla legge Galli del 1994, funziona infatti in base ad Ambiti Territoriali Ottimali (ATO), cioè su territori integrati che rispecchiano più o meno la dimensione
regionale o di più province. Ogni ambito ha il suo sistema tariffario basato ai costi della distribuzione, della rete fognaria e della depurazione. E così estremamente
differenziati sono stati lo scorso anno anche le variazioni della spesa sostenuta rispetto al 2005. Quasi dappertutto si sono comunque registrati incrementi dei costi, tranne a Milano (-4,4%) e
in misura molto minore ad Ancona (-0,7%) e a L’Aquila (-0,2%). Invariata la spesa dei napoletani, mentre negli altri 16 capoluoghi presi in esame gli aumenti si sono fatti sentire, con punte di
oltre il 7% a Bolzano, Firenze e Perugia. L’aumento medio, sottolinea l’Osservatorio, è stato quindi del 4,5% contro un tasso di inflazione del 2,1%. Non solo, la dinamica dei prezzi al
consumo dell’acqua è stata più accentuata in Italia anche rispetto ai paesi di Eurolandia, dove gli aumenti si sono aggirati intorno al 2,5%. Resta di attualità il tema
relativo ai mutamenti climatici con l’emergenza siccità ed energia. Il viceministro degli Esteri, Patrizia Sentinelli è convinta che siano ormai indispensabili
«drastici cambiamenti strategici che includono, soprattutto, lo sviluppo delle fonti rinnovabili». Diventa, quindi, prioritaria una stretta collaborazione tra organizzazioni non
governative e governi dei paesi in via di sviluppo «per uscire dall’utilizzo delle fonti fossili e sostituirlo con pannelli solari, fotovoltaici e eolici sfruttando così le risorse
naturali più abbondanti e a costo zero di quei Paesi». Centrale la protezione dell’ambiente, una delle maggiori sfide che l’Europa si è data. «Pensiamo che, attraverso
la conservazione e la tutela dell’ambiente nei Paesi più poveri – ha detto il viceministro con delega alla cooperazione internazionale – si possano prevenire malattie, siccità e
pandemie». E ancora. «Occorre ricordare che – ha sottolineato il viceministro agli Esteri – siamo in emergenza cibo e che le scorte alimentari sono diminuite in questi ultimi anni
come si legge negli ultimi rapporti della Fao. Inoltre per la produzione dei carburanti verdi è da escludere il ricorso agli Ogm che prevedono un maggior utilizzo di pesticidi e un
maggior dispendio di acqua, bene prezioso e molto scarso in quei Paesi».

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