Torino – I cosiddetti «buoni vendemmia», previsti dal recente decreto ministeriale sul lavoro accessorio in agricoltura, troveranno applicazione in Piemonte già
dalla vendemmia 2008, infatti, al fine di avviare la sperimentazione del nuovo istituto, il 7 aprile scorso è stata firmata la convenzione tra Regione Piemonte, Inps e Inail dalla
presidente della Regione e dai direttori dei due Enti, alla presenza del ministro del Lavoro e degli assessori regionali all’Agricoltura e al Lavoro.

Il decreto ministeriale, attuativo in campo agricolo delle norme contenute nella Legge Biagi, permette l’assunzione in modo regolare di studenti e pensionati, ai quali tradizionalmente si
ricorre per la raccolta delle uve, con prestazioni occasionali e limitate nel tempo. Per retribuire i lavori vendemmiali vengono introdotti buoni nominali, del valore di 10 euro, gestiti
dall’Inps, che svolgerà il ruolo di concessionario, provvedendo a registrare i lavoratori, a emettere i buoni e ad accreditare i relativi contributi. L’obiettivo è quello di
semplificare al massimo le procedure burocratiche, contribuendo anche alla riduzione del lavoro nero in agricoltura e offrendo occasioni di reddito regolare a categorie sociali spesso collocate
ai margini del mercato del lavoro.

Regione, Inps e Inail, con il concorso delle Province piemontesi che avranno aderito alla convenzione entro il 15 maggio, elaboreranno, dopo aver consultato le parti sociali, un «progetto
esecutivo territoriale» per definire nel dettaglio la durata e le aree della sperimentazione nell’ambito del territorio regionale, le iniziative da intraprendere, in particolare con i
Centri per l’impiego, e le attività di monitoraggio necessarie a valutare l’andamento della sperimentazione stessa.